Riforma pensioni Governo Renzi: pensioni donne 2016, ultime notizie

Uno dei punti chiave della riforma delle pensioni del Governo Renzi riguarda le modifiche che saranno apportate al sistema pensionistico per le donne

La riforma pensioni del Governo Renzi 2016 è un argomento che riguarda la gran parte dei lavoratori del Paese, in un modo o nell’altro, ma soprattutto coloro che sono prossimi alla pensione. In questa riforma ampio spazio è riservato alla questione delle pensioni delle donne. Al momento la riforma Maroni, la cosiddetta opzione donna, è stata prorogata fino al 31 dicembre 2015. In sostanza, si tratta dell’opzione che consentiva alle lavoratrici di andare in pensione con 35 anni di contributi versati e 57 anni di età.

Per le lavoratrici autonome, invece, l’età richiesta per poter avere diritto alla pensione saliva a 58 anni. Questa opzione, studiata per regolare le pensioni delle donne, prevedeva però una importante penalizzazione, pari al 25% sull’assegno Inps. Nonostante ciò, lo scorso anno, nel 2014, l’opzione donna è stata scelta da più di undicimila donne. Oltre alla proroga fino alla fine di quest’anno, che questa formula ha ottenuto, si aggiunge anche il progetto legge firmato da Massimiliano Fedriga, capogruppo della Lega Nord alla Camera dei Deputati, che prevede un prolungamento del periodo per l’opzione donna fino al 2018.

Per quanto riguarda invece i diritti delle donne nel periodo della maternità, al momento è previsto che le donne abbiano diritto a una flessibilità di quattro mesi dopo il parto, che può arrivare fino ad un anno per ogni figlio. Attualmente, ci sono diverse proposte sotto esame, che mirano a regolare il sistema di retribuzione lavorativo femminile in questo periodo della loro vita. Alcune di queste propongono di aumentare la flessibilità ad un anno fino a un massimo di cinque anni, con l’aggiunta del riconoscimento di tre anni di contributi per ogni figlio avuto.

Passando alle questioni pratiche, è importante sottolineare che per le lavoratrici che ad oggi hanno alle spalle 35 anni di contributi e che possono scegliere l’opzione donna (perché è a queste donne che la questione sta particolarmente a cuore) il rischio della non accettazione dell’opzione donna è grande perché, nel caso non decidessero di usufruire di questa formula, il momento della loro pensione potrebbe slittare al 2025, calcolo che viene fatto sulla base delle attuali riforme riguardanti le pensioni, in relazione alle nuove aspettative di vita che stanno aumentando con il passare degli anni. Insomma, tale opzione, sebbene preveda una pesante penalizzazione potrebbe continuare ad essere preferita da molte donne anche negli anni futuri.

La riforma delle pensioni 2016 del Governo Renzi deve comunque ancora prendere una forma definitiva, anche per la parte che interessa le pensioni delle donne, e maggiori delucidazioni da parte del Governo si avranno nel prossimo periodo.