Riforma pensioni Governo Renzi: quali saranno le modifiche

La riforma delle pensioni sembra ormai ineludibile e potrebbe essere abbozzata già nella prossima Legge di Stabilità

Il dibattito politico continua ad essere caratterizzato dalla riforma delle pensioni messa in cantiere dal governo guidato da Matteo Renzi. Le recenti dichiarazioni di Padoan e Poletti, oltre agli interventi del Premier, sembrano far capire nel modo più chiaro come sia in elaborazione un ennesimo intervento sul tema previdenziale, che potrebbe arrivare già con la prossima Legge di Stabilità.

Nel dibattito scatenatosi in questi giorni, va rilevato anche l’intervento di Conti, il Commissario dell’Inps, il quale ha affermato la necessità di una correzione del sistema pensionistico fondato su una maggiore flessibilità. Supportato immediatamente dal Fondo Monetario Internazionale, spintosi a bollare il nostro come il sistema europeo più costoso in assoluto.

L’organizzazione guidata da Christine Lagarde ha infatti affermato che se la spending review può essere uno strumento in grado di intaccare la spesa pubblica, un nuovo intervento sulle pensioni è quasi ineludibile. Secondo FMI, infatti, la spesa pensionistica rappresenterebbe ben il 30% della spesa pubblica, un livello insopportabile e troppo squilibrato a sfavore della parte più giovane della popolazione.

Naturalmente resta da comprendere in quale direzione vorrà muovere l’esecutivo per cercare di spazzare via gli squilibri. Nei giorni passati si è molto parlato della pensione anticipata per particolari categorie di lavoratori, a partire dagli esodati, ma non solo. In questo ambito si potrebbe consentire un’uscita anticipata dal lavoro, dietro un preciso corrispettivo consistente in penalizzazioni del trattamento pensionistico.

A questi interventi potrebbero seguirne altri sulle famigerate baby pensioni o sugli assegni di invalidità e reversibilità. Anticipazioni in tal senso sono già state fatte in più di una occasione, così come si è parlato di interventi sulle pensioni sopra i cinquemila euro, sotto forma di contributo di solidarietà.

In particolare l’intervento sulla pensione anticipata potrebbe introdurre quei meccanismi di flessibilità richiesti da Conti, introducendo meccanismi penalizzanti per coloro che optassero per una uscita prima del previsto dal mondo del lavoro. Meccanismi che potrebbero anche influire in positivo su un mercato del lavoro che vede in particolare sofferenza il mondo giovanile, impossibilito ad entrare dal mancato ricambio derivante da blocchi del turn over e allungamento dei termini pensionistici.

Inoltre le risorse liberate da un sistema meno gravoso, potrebbero consentire interventi sulle pensioni più basse, ponendo fine ad una sperequazione sin troppo evidente tra pensionati d’oro e al minimo. Considerazioni che fanno capire chiaramente la necessità di una riforma delle pensioni in grado di migliorare un sistema attualmente troppo squilibrato.