Riforma pensioni Governo Renzi: quota 100 e opzione donna

In discussione alcune novità per i prepensionamenti e l'adesione al sistema contributivo

Nelle ultime settimane si è parlato di pensioni, dentro e fuori dal Parlamento; il tema è scottante, soprattutto se si intende superare la riforma Fornero e risolvere la problematica dei giovani disoccupati e degli occupati con un’alta età media.

Superare la riforma Fornero
Negli scorsi anni la riforma Fornero ha sicuramente aiutato a stabilizzare i conti pubblici e a contenere i contingenti di pensionati anno per anno; ma il panorama dei lavoratori italiani è eccessivamente ampio e alcune problematiche sono scottanti. La più consistente riguarda la necessità di permettere a molti persone che hanno superato i 60 anni di età e che hanno cominciato a lavorare in età assai precoce, di godere del trattamento pensionistico. Le promesse oggi parlano di possibilità di uscita anticipata dal mondo del lavoro per coloro che hanno già maturato almeno 41 anni di versamenti pensionistici e per coloro che svolgono lavori usuranti.

La legge di stabilità
A partire dal gennaio 2015 il ddl denominato “legge di stabilità” ha già fatto molto in questo senso, eliminando le penalizzazioni per i pensionamenti anticipati: chiunque desideri andare in pensione con almeno 42 anni di contributi (41 per le donne), potrà farlo senza vedersi decurtare l’importo della pensione percepita, anche se il prepensionamento avviene prima del compimento dei 62 anni di età. La decurtazione era dell’1% per ogni anno che mancava al raggiungimento dei 62 anni di età e del 2% per ogni anno mancante al compimento dei 60 anni di età. Questa manovra intende favorire un ricambio generazionale, permettendo ai giovani di entrare nel mondo del lavoro, al posto dei padri che lo lasciano.

Quota 100
È stata soprannominata quota 100 la proposta del Presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, Cesare Damiano; secondo questa proposta il contribuente può godere del trattamento pensionistico non appena la somma tra la sua età anagrafica e il numero degli anni di contributi assomma a 100. Quindi, idealmente, una persona di 65 anni potrebbe percepire la pensione piena anche con soli 34 anni di contributi versati. Calcolando tale cifra a partire da coloro che hanno compiuto i 60 anni di età. La Lega nord, con il ddl 2945 propone di fissare i paletti più in basso, partendo da un’età di 58 anni.

Opzione Donna
Per le donne esiste oggi una possibilità ulteriore, per anticipare di alcuni anni il godimento della pensione. Se la contribuente impiegata da prima del 1995 intende aderire al sistema contribuivo, le sarà possibile godere della pensione anticipatamente al compimento dei 60 o 61 anni di età. Per le donne sarà possibile richiedere la pensione già a 57 anni se lavorano come dipendenti, a 58 se lavoratrici autonome.