Riforma pensioni Governo Renzi, referendum abolizione Fornero: le ultime notizie

Il rinvio è quasi giunto al termine e domani si saprà se la suprema Corte deciderà di ammettere il referendum abrogativo della Lega Nord

Domani il giudizio della Corte Costituzionale. Il 20 gennaio è quasi arrivato e la suprema Corte, accogliendo la richiesta della Lega Nord di rinviare il tutto di una settimana, domani alle 9.30 deciderà sull’ammissibilità del referendum abrogativo della legge Fornero (vedi calendario dei lavori). La richiesta di referendum è stata depositata dallo stesso Calderoli, Stefano Candiani, Giammarco Centinaio ed Emanuela Munerato, tutti rappresentanti del Comitato Promotore Lega Nord.

Cosa recita il quesito? Il quesito che il Carroccio vuole portare all’attenzione della vox populi, riguarda nello specifico l’abrogazione dell’articolo 24 del decreto Salva Italia (Dl 201/2011). In caso di un’affermazione del sì, verrebbe cancellato il passaggio dal vecchio sistema al nuovo, ovvero al calcolo contributivo proquota. Si vedrebbe anche il ritorno delle pensioni di anzianità, oltre a ridursi l’età per l’ottenimento dell’assegno della pensione di vecchiaia.

Se passa il sì, cosa succede? In caso di ammissibilità da parte della Consulta, la prossima primavera i cittadini italiani sarebbero chiamati ad esprimere il proprio voto. Un voto con cui decidere se mantenere l’attuale assetto legislativo, con i requisiti pensionistici previsti dalla Fornero che nel tempo cresceranno adeguandosi all’aspettativa di vita Istat, o se abolirla e tornare alle norme antecedenti.

I no all’abrogazione. Secondo la ex ministra Elsa Fornero, grazie alla “sua legge fino al 2020 si prevede di risparmiare 80 miliardi, quindi se la legge viene abrogata bisogna dire con che cosa si sostituisce”. Di parere negativo anche il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan che afferma: “Il debito pubblico italiano secondo la Commissione Europea è uno tra i più sostenibili e questo prevalentemente grazie alle riforme pensioni del passato”.

E Giuliano Cazzola, economista ed ex parlamentare del Popolo della Libertà, tra i sostenitori della riforma varata dal Governo Monti, sottolinea l’inammissibilità di tale consultazione poiché “la Corte Costituzionale non ammette il referendum per le leggi tributarie e di bilancio” (Fonte: blastingnews.com).

Cazzola ricorda che tale legge pur non essendo una legge di bilancio venne inserita nel contesto della manovra finanziaria ed economica del 2012.

(Immagine: www.intermediachannel.it)