Riforma pensioni Governo Renzi, ultime notizie pensione anticipata: ipotesi e soluzioni

Le ultime notizie sulla Riforma delle Pensioni: dalla Quota 100 a una maggiore flessibilità per i lavoratori che intendono usufruire della pensione anticipata

Le ultime settimane sono state al centro di un acceso dibattito politico tra Governo e Inps. Quello della pensione anticipata è divenuto un tema ricorrente a causa delle ultime modifiche che la Riforma Fornero ha portato nel sistema pensionistico italiano creando una certa confusione in merito agli anni di anzianità necessari per andare in pensione.

Per questo sono stati presentati alcuni Disegni di Legge che il Senato sta vagliando e che dovrebbero modificare, in attesa della prossima legge di Stabilità promessa per ottobre dal Governo Renzi, i requisiti per i pensionati in uscita. La Quota 100, per esempio, consentirebbe al lavoratore giunto all’età di 60 anni di andare in pensione con 40 anni di contributi versati.

Questa proposta è stata bocciata da Tito Boeri, Presidente dell’Inps, a causa degli ingenti costi che sarebbero sorti per la sua applicazione (si parla di quasi dieci miliardi di euro). Per questo l’Ingegner Paolo Ercolani ha proposto la Quota 100 con esodo volontario: in pratica il lavoratore sceglierebbe in maniera autonoma di usufruire della pensione anticipata ma potrà percepirla soltanto in seguito. Una proposta che allo Stato costerebbe zero ma che potrebbe coprire solo quei lavoratori che possono sostenere per un certo periodo di anni di vivere a proprie spese.

L’esodo volontario dunque resta un procedimento davvero utopistico da attuare. Il Disegno di Legge proposto da Cesare Damiano sembra più attuabile in termini politici ed economici. Con la Quota 41 Damiano propone un provvedimento di tipo flessibile: il pensionato andrà in pensione solo al raggiungimento dei 62 anni e con 35 di contributi versati ma all’inizio percepirebbe un assegno mensile decurtato dell’8%. Se invece gli anni di contributi sono 41 il lavoratore potrebbe ricevere la sua pensione indipendentemente dalla soglia d’età raggiunta.

La proposta dell’ex Ministro Giovannini, esponente del Partito Democratico (PD), punta su una soluzione decisamente low cost del problema: con il Prestito Pensionistico i lavoratori giunti alla soglia della pensione potranno ricevere un prestito di 700,00 euro che poi dovranno restituire in seguito. Questa soluzione però non garantirebbe a tutti i lavoratori di poter vivere in modo dignitoso.

Sul tema della Pensione Anticipata si sta vagliando anche la possibilità di estendere a tutti i cittadini, che hanno maturato 35 anni di contributi versati, la cosiddetta “Opzione Donna”. Non solo le dipendenti pubbliche e private ma anche i lavoratori potrebbero avvalersi del prepensionamento, ma si tratta di una soluzione che, al momento, il Governo Renzi non ha ancora fatto capire se intenderà attuare.