Riforma pensioni Governo Renzi: ultime notizie su pensione anticipata, rimborsi, precoci e opzione donna

Approvato dal governo il Ddl sui rimborsi, ancora caos su pensioni anticipate, precoci e opzione donna: le ultime novità

Come la chiacchierata riforma della scuola, anche l’imminente riforma delle pensioni del Governo Renzi, con le sue nuove norme su pensione anticipata, rimborsi, precoci e donne sta suscitando moltissime polemiche.  Tanto per cominciare, nel pomeriggio di ieri 18 maggio è passato il decreto riguardante il rimborso delle pensioni e il cosiddetto bonus Poletti che prevede, come da pregressa decisione della Corte Costituzionale, il rimborso degli arretrati.

Attenzione: si tratta però solo di una parte degli arretrati, e a beneficiarne non saranno tutti gli aventi diritto. Stando al Ddl varato dal Consiglio dei Ministri, infatti, riceveranno un rimborso “una tantum” solo quei pensionati la cui pensione non raggiunge i 3200 euro lordi al mese. Per la precisione, i pensionati che riceveranno il bonus Poletti – un solo rimborso, versato in un’unica soluzione – saranno in tutto quattro milioni. Il rimborso, inoltre, sarà proporzionale alla propria pensione. Ciò vuol dire che chi prende 1700 euro lordi di pensione avrà diritto a un bonus di 750 euro, chi invece prende una pensione di 2700 euro ne prenderà 278 e così via fino alla soglia massima dei 3200 euro; a chi riscuote mensilmente questa cifra o una cifra maggiore, il governo non corrisponderà alcun rimborso.

Si sono dunque avverate le previsioni di chi, alla vigilia del CdM, prevedeva che il governo Renzi avrebbe concesso un rimborso parziale e una tantum, l’unico che si concilia con l’attuale buco di bilancio. Così facendo, però, si apre la strada a una vera e propria valanga di ricorsi contro il governo. Ma secondo il premier non c’era altra scelta, poiché restituire i diciotto miliardi di euro che a parere della consulta spetterebbero ai pensionati avrebbe voluto dire effettuare tagli inaccettabili a servizi fondamentali come la sanità, i trasporti e l’istruzione. Confermato invece lo stop su precoci ed esodati, per i quali non ci sarebbero le premesse economiche.

Ferma anche la questione del prepensionamento, per la quale si sta pensando di introdurre un assegno di prepensionamento, e l’opzione donna, destinata a essere discussa nei prossimi giorni, necessariamente entro le elezioni di fine maggio.