Riforma pensioni Governo Renzi: ultime novità pensione anticipata 2015

Padoan cerca un compromesso: tagliare le Imu e Tasi riformando la previdenza a costo 0. Al vaglio la penalizzazione dell'assegno in 4 anni

Il Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan tira il freno alla corsa di Matteo Renzi sul piano delle riforme delle pensioni. Il Premier – che dalle colonne di quotidiani come L’Unità – spinge sulla possibilità di attuare una manovra capace di agevolare l’uscita dal mondo del lavoro di molti contribuenti sin dall’anno prossimo con misure a costo zero per lo Stato, si scontra con la preoccupazione di Padoan di fronte a certe urgenze sui prepensionamenti che si vorrebbero già nella legge di stabilità del 2016.

E spetta già sempre allo stesso Ministro mediare fra questo la volontà di tagliare TASI ed IMU sulla prima casa senza pagar caro (letteralmente) tale compromesso, visto che non è impresa facile sistemare i conti dello Stato come ci chiede di fare L’UE ed assecondare il drastico taglio delle tasse annunciato in vari salotti televisivi dal Governo.

La risposta sull’assetto della prossima previdenza per il Ministro – come pubblicato anche da Repubblica – comincia a costruirsi su quello che può essere realmente fattibile, ossia fino al 15% in meno per chi interrompe volontariamente prima la sua attività lavorativa, così facendo si garantirebbe la sospirata flessibilità (baluardo dello staff renziano) pur limitandone i danni economici per le casse dello Stato. Che sia o meno una soluzione o l’unica strada possibile, resta il fatto che verrebbe spalmata sui prossimi anni in modo graduale, con un incremento del 3 o 4% all’anno da qui ai prossimi quattro, lasciando ai lavoratori la scelta se, a 62 anni, procedere alla domanda di pensione con un assegno penalizzato o no.

[foto: Controlacrisi.org]