Riforma pensioni Governo Renzi, ultime novità pensione anticipata uomini e donne

Oggi si riunisce la Corte che deciderà se ammettere il referendum abrogativo della Lega Nord. Un sondaggio svela il parere degli italiani

Oggi la Corte decide, probabile il no. Oggi si riunirà la Camera di Consiglio che dovrà decidere sull’ammissibilità del referendum abrogativo della legge Fornero. La richiesta di referendum è stata depositata dallo stesso Roberto Calderoli, Stefano Candiani, Giammarco Centinaio ed Emanuela Munerato, tutti rappresentanti del Comitato Promotore Lega Nord. Per molti esperti è probabile che la Corte non ammetta il referendum, perché pur non essendo una legge di bilancio, per le quali non sono ammesse le consultazioni popolari, la legge è stata comunque inserita nel contesto della manovra finanziaria varata nel 2012 dall’ex Governo di Mario Monti.

I no all’abrogazione. Ma i no all’abrogazione sono tanti, a cominciare da chi ha dato il nome a questa legge, la ex ministra Elsa Fornero, che sottolinea come grazie alla “sua legge fino al 2020 si prevede di risparmiare 80 miliardi, quindi se la legge viene abrogata bisogna dire con che cosa si sostituisce”. Di parere negativo anche il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan che afferma: “Il debito pubblico italiano secondo la Commissione Europea è uno tra i più sostenibili e questo prevalentemente grazie alle riforme pensioni del passato”.

Un sondaggio svela la vox populi: gli italiani per l’abrogazione. In caso di ammissibilità da parte della Consulta, la prossima primavera i cittadini italiani sarebbero chiamati ad esprimere il proprio voto. Un voto con cui decidere se mantenere l’attuale assetto legislativo, con i requisiti pensionistici previsti dalla Fornero che nel tempo cresceranno adeguandosi all’aspettativa di vita Istat, o se abolirla e tornare alle norme antecedenti.

Secondo un sondaggio svolto da Swg, su un campione di 1.060 cittadini maggiorenni, oltre il 60 per cento di questi voterebbe sì alle urne. Una maggioranza trasversale, fatta di elettori del centrodestra e centrosinistra, mentre solo un 14 per cento si è espresso per il no e una fetta più ampia, il 26 per cento, non ha un parere definito (Fonte: www.pensionioggi.it).

(Immagine: www.alvolante.it)