Riforma pensioni Governo Renzi uomini e donne: come andare in pensione anticipata?

Ultimamente non si parla d'altro che di pensione anticipata. Ma quali sono i requisiti per andare in pensione prima? E sopratutto, conviene?

Tutti i pensionati d’Italia sono ansiosi di scoprire quale sarà il verdetto finale del premier che esattamente durante la giornata del nove settembre si troverà a discutere assieme alla commissione del lavoro di questo importante argomento. Ma quali sono i requisiti per richiedere la pensione anticipata?

Cominciamo col dire che andare in pensione prima implica alle volte una notevole e cospicua diminuzione dell’assegno, ma in tempi di crisi non è questo che preoccupa gli anziani che dopo una vota di lavoro adesso vorrebbero godersi la vecchiaia. Una delle ipotesi che verranno delineate durante la riunione tanto attesa sarà quella di potere andare in pensione ben quattro anni prima con una riduzione di quasi il dieci per cento dell’assegno mensile.

In sostanza si tratta di una contribuzione di 41 anni e 6 mesi per le donne e 42 anni e sei mesi per gli uomini. Lo scopo principale è quello di far ripartire l’economia dell’Italia, per cui gli anziani dovrebbero benevolmente cedere il loro posto ai giovani ed evitare di essere ostinati al raggiungimento dei sessant’anni di contributi lasciando per strada ventenni che i ritrovano con una famiglia e senza lavoro. Non sarebbe una cattiva idea. Un’altra ipotesi che passerà al vaglio del premier e della commissione sarà il ricalcolo degli assegni mediante il metodo contributivo, ovvero calcolare a ciascuno la propria pensione in base al numero degli anni cui ha prestato servizio.

E non dimentichiamo la proposta dei Cinque Stelle che per tagliare la testa al toro hanno deciso di proporre un’assegno di pensione universale senza distinzione di anni di lavoro, età o sesso. Si sente anche molto parlare della Quota 100, un’altra proposta che consiste in questo: Quota 100 per lavoratori pubblici e privati come possibile obiettivo, a patto di avere almeno 62 anni di età e 35 anni di contributi.

In sostanza, dunque, sì, sarà possibile andare in pensione quasi più di quattro anni prima del previsto, ma sarà necessario anche sottostare ad una cospicua riduzione dell’assegno; e questo vale sia per gli uomini che per le donne, anche se perle sole donne verrà proposta la cosiddetta Opzione Donna. Insomma il premier avrà molto da riflettere , anche se tutte le proposte hanno qualcosa in comune: abbassamento assegno e abbassamento dell’età. Basterà questo a far risorgere l’Italia?