Riforma pensioni: le novità attese

La riforma delle pensioni naviga ancora a vista, tra emendamenti proposti e ritirati, Quota 96 e esodati rimangono al palo

Dopo l’annullamento delle coperture per le pensioni dei Quota 96 e il mantenimento del limite di 68 anni per docenti universitari e primari necessari per andare in pensione, il panorama italiano non riserva punti di vista confortanti.

La riforma delle pensioni si aggiorna giorno dopo giorno tra modifiche, emendamenti e ricerca affannosa di coperture economiche. Possibilità di uscita anticipata comunque sono allo studio del governo e si pensa che soluzioni reali potrebbero arrivare con la prossima Legge di Stabilità prevista nel prossimo autunno.

Le diverse soluzioni allo studio per l’uscita anticipata prevedono però penalizzazioni, si continua anche a parlare dell’applicazione del contributo di solidarietà sulle pensioni più alte. La riforma delle pensioni messa a punto dal ministro Poletti dovrebbe anche prevedere per le pensioni di vecchiaia e anzianità una soluzione flessibile universale per tutti in grado di adattarsi in base alle esigenze delle diverse categorie di lavoratori.

La situazione al momento per quanto riguarda la riforma delle pensioni rimane dunque in pieno fermento, un fermento che però  condanna all’immobilità migliaia di persone in attesa di provvedimenti che possano dare una svolta concreta a situazioni di grande emergenza. E’ il caso degli esodati in attesa di una riforma definitiva, ed è il caso dei già citati Quota 96. Si tratta di 4mila docenti che per una valutazione errata della Legge Fornero sono stati costretti a rimanere in servizio pur avendo maturato i requisiti per andare in pensione. Pensavano di poter godere del meritato riposo già da settembre, ma gli ultimi provvedimenti del governo li costringono a un altro anno di servizio. Una riforma delle pensioni seria e strutturale sembra ormai una emergenza nazionale.