Riforma Pensioni e legge di stabilità, Damiano: soluzione per opzione donna

Forse già oggi il voto sulla legge. Dovrebbero essere confermate le modifiche apportate alla Camera. Opzione donna soluzione vicina?

Pensioni? Al 2015 i nodi da sciogliere. Ieri il governo ha messo la fiducia sulla nuova legge di bilancio che forse già oggi dovrebbe avere il via libera dell’aula. Purtroppo sono rimaste fuori dalla manovra diverse misure molto attese dai lavoratori, quali: Quota 96 del comparto scuola e la modifica dei requisiti previdenziali per i macchinisti ferroviari.

Per quanto riguarda il prepensionamento del personale delle province in esubero, il Governo, con un emendamento presentato sabato scorso, intende proseguire sulla linea della sola mobilità. Non riconoscendo la possibilità di mandare in pensione sino al 2018 i lavoratori in deroga alla legge Fornero. Sui Fondi pensione e Casse Professionali il governo intende confermare l’innalzamento dell’aliquota sui primi dall’attuale 11,5 al 20 per cento e sui rendimenti dell seconde dal 20 al 26 per cento. Sarà però riconosciuto un credito d’imposta ai gestori che investiranno risorse nell’economia italiana.

Dovrebbero invece rientrare la pensione anticipata e il tetto alle pensioni d’oro. A quanto pare sembra confermato lo stop alla penalizzazione per i lavoratori che matureranno i requisiti per la pensione anticipata da oggi al 31 dicembre 2017. Confermato anche il tetto alle cosiddette pensioni d’oro dei funzionari dello Stato con un alto reddito, i quali non potranno più cumulare i vantaggi del sistema retributivo con quello contributivo. Gli esodati dovrebbero vedere confermato il provvedimento di salvaguardia.

Opzione donna vicina la soluzione? A parlare di questo tema è Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera: “Siamo in attesa della correzione della circolare dell’INPS per quanto riguarda la cosiddetta Opzione Donna, vale a dire la possibilità per le lavoratrici di andare in pensione all’età di 57 anni se dipendenti e 58 se autonome con 35 anni di contributi, con il sistema contributivo”. Damiano parla della circolare la cui “interpretazione restrittiva dell’INPS fissava al 31 dicembre 2015 la decorrenza del trattamento pensionistico anzichè la maturazione del requisito. È da tempo che stiamo aspettando questa correzione che dovrebbe essere pacifica e condivisa” (Fonte www.pensionioggi.it).

Se le donne possono sperare, tutti gli altri devono purtroppo aspettare il nuovo anno per vedere se il governo sarà davvero intenzionato ad apporre ulteriori modifiche al sistema pensionistico italiano.

(Immagine: www.dgmag.it)