Legge di stabilità, pensione anticipata: cosa accadrà nel 2015?

La manovra è in discussione al Senato e sul campo continuano a fiorire proposte per una revisione del sistema pensionistico per il 2015

Pensione anticipata e legge di stabilità. Ormai siamo entrati nel vivo del dibattito sulla legge di stabilità, in discussione da questa settimana al Senato, dove il Governo ha presentato oltre 90 emendamenti. Il sì alla manovra dovrebbe arrivare entro il 18-19 dicembre prossimo per permettere al testo di ritornare alla Camera prima di Natale per il voto finale. Tra le questioni tuttora in sospeso ci sono quelle della tassazione fondi pensione e Casse privatizzate, le soglie dei “minimi” per i professionisti e i ritocchi all’Irap. Sperando che quanto di buono fatto in materia di pensioni in prima lettura alla Camera (vedi articolo precedente), sia mantenuto dal Senato.

Quello che è certo, visti i tempi stretti e quanto dichiarato sinora da autorevoli membri del governo e della politica, è che nel 2015 bisognerà lavorare alla riforma del sistema pensionistico. Un modello che possa favorire maggiore flessibilità rispetto a quello attuale è quanto chiesto anche dalle parti sociali, come la Uil, ovvero una sorta di patto generazionale che favorisca l’uscita dei lavoratori e l’entrata dei giovani nel mercato del lavoro.

A chiedere una riforma del sistema è stato ieri il presidente del Senato Pietro Grasso, che ha affermato: “Nell’ambito delle diverse riforme strutturali su cui Parlamento e Governo sono fortemente impegnati hanno un rilievo importante i temi del risparmio previdenziale e del sistema pensionistico. La riforma previdenziale dovrà conciliare la crescita economica con l’occupazione giovanile e con la ripartizione della ricchezza, garantendo adeguati sistemi di protezione sociale”. Sulla stessa linea è anche l’eurodeputato Gianni Pittella, presidente degli eurodeputati socialisti e democratici: “Riguardo a pensioni, flessibilità e previdenza il prossimo Consiglio europeo sarà cruciale. Ha ragione Renzi a dire che siamo a un bivio decisivo. Serve una scelta chiara a favore della flessibilità. Ora ci aspettiamo una scelta sulla neutralizzazione dei contributi degli Stati membri al Piano, anche per quanto riguarda i cofinanziamenti”.

Le proposte sul campo per la revisione della pensione anticipata 2015 e il prepensionamento sono diverse: l’istituzione di Quota 100 o la configurazione di una soglia di uscita fissata per tutti a 42 anni di contributi. Finora molte dichiarazioni che continueranno anche nei prossimi giorni e fino alla pausa natalizia. Vedremo nel nuovo anno se dalle parole si passerà ai fatti.

(Immagine: urbanpost.it)