Riforma Pensioni: novità sul metodo contributivo e class action Opzione Donna

Opzione donna deposita le firme al TAR: si attendono risposte sul pre-pensionamento 2015 delle donne con 57 anni d'età e 35 di contributi.

E’ stata depositata al TAR del Lazio la raccolta di firme della class action del comitato Opzione donna, a sostegno della possibilità per le lavoratrici di andare in pensione entro quest’anno a 57 anni d’età, 35 di contributi e con sistema contributivo, rifacendosi ai termini espressi da un regime sperimentale in vigore dal 2004.

Un ricorso che fa fronte anche alla poca chiarezza fatta dall’INPS, quando ha comunicato di riaprire i termini entro cui era possibile presentare la domanda per il programma di uscita anticipata in questione pur restando in realtà in attesa di indicazioni più precise sul da farsi dal Ministero. E intanto continuano ad arrivare le domande dalle lavoratrici che vogliono sfruttare tale finestra, quindi, senza che nessuno sappia se verranno mai accolte.

Quel che è certo è che la risposta del TAR è attesa per l’estate, avendo il Tribunale da 90 a 120 giorni di tempo per dare risposta sul ricorso.

Intanto, sulla riforma delle pensioni, Tito Boeri suggerisce di ricalcolare le pensioni, poiché hanno importi troppo alti, secondo il presidente del’INPS, rispetto a quanto versato. Non solo: consiglia all’esecutivo di dare maggiore flessibilità ai contribuenti favorendo uscite anticipate ma senza dover toccare le pensioni d’oro. Come? Con il metodo contributivo per quelle pensioni – già ad oggi in fase di erogazione – che sono al momento calcolate con il metodo retributivo.

L’idea non piace a Sacconi però: il presidente della Commissione Lavoro al Senato aggiunge anche che, a parer suo, sarebbe più utile invece detassare i contributi volontari per i periodi di inattività.

[foto: UrbanPost.it]