Riforma Pensioni, opzione donna anche per gli uomini

Sulle pensioni, torna l'ipotesi dell'opzione donna per tutti e, dopo la sperimentazione, varie sono le richieste per una proroga al 2018.

Con la legge di stabilità, quello che si vuole regolamentare è anche la maggiore flessibilità per quanti vogliono uscire dal mondo del lavoro liberandoli così anche dai vincoli che la legge Fornero ha imposto in passato, seppur a costo di qualche penalizzazione.

Il sentore è quindi quello di essere pronti ad avviarsi verso qualche reale novità sulla riforma delle pensioni. Se non fosse anche per le numerose ipotesi che sul tavolo delle manovre in atto trovano ancora posto prima della discussione finale. Fra queste, coerenti col progetto di rendere più accessibile la pensione a tutti, c’è senz’altro l’opzione donna applicata anche agli uomini, seppur ci siano ipotesi sulla revisione dell’età minima per la pensione e degli anni di contributi necessari.

L’ipotesi è stata dapprima suggerita poi caldeggiata dal presidente dell’ente previdenziale nazionale, Tito Boeri, partendo dalla possibilità di permettere alle lavoratrici di lasciare il proprio impiego avendo requisiti specifici, ossia 35 anni di contributi e 57 anni di età per le lavoratrici dipendenti (per le autonome sono richiesti 58 anni di età).  Nel caso degli uomini, la soglia che Boeri suggerisce per estendere il meccanismo anche ai lavoratori salirebbe a 62 anni di età.

L’opzione donna è una legge di tipo sperimentale, ovvero applicabile in un regime di prova che al momento sarà sotto stretta osservazione visto che la finestra per presentare domanda per le lavoratrici sarà fissata entro la fine del dicembre di quest’anno. Numerose sono state le richieste per una proroga al 2018, ma per ora il punto è se considerare tale via quella risolutiva per tutti e proficua anche per le casse dell’Inps.

[foto: Forexinfo.it]