Riforma pensioni, pensione anticipata e opzione donna: le manovre possibili per il Ministro Poletti

In Commissione Lavoro si confermano manovre sulla flessibilità e forse per settembre la svolta. L'Opzione donna intanto torna all'attacco

Secondo quanto appena dichiarato dal Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, per la riforma in atto sulle pensioni anticipate del 2015, sarebbe possibile considerare un’uscita flessibile per i lavoratori che dia più spazio alle nuove generazioni nel mondo del lavoro. A dire la verità non è nuova l’osservazione né lo sono le ipotesi sul tavolo della discussione ormai, ma quello che conta ad oggi è che la legge di stabilità sarebbe la svolta rispetto al passato.

Carica di aspettative, dunque, la manovra del Governo al lavoro sul tema complesso delle pensioni e delle nuove forme di prepensionamento dovrebbe considerare – stando sempre a quanto riferito dal Ministro del Welfare alla Commissione del Lavoro alla Camera nel suo intervento – già a settembre le misure necessarie per procedere alla sua attuazione, facendo i conti con le risorse disponibili per allora.

In linea con Poletti anche Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro e persino Ignazio Visco che in un intervento pubblico proprio ieri ha dato alcune certezze sul futuro economico dell’Italia, stando a quanto promettono le strade che si vorrebbero intraprendere. Anche grazie agli interventi di riforma del sistema pensionistico pubblico, ha detto il Governatore della Banca d’Italia, più che in altri Paesi europei, può essere garantita la sostenibilità di lungo periodo della finanza pubblica.

Se sulle pensioni anticipate ci sono ottime sinergie in teoria, sull’opzione donna non tutti convergono: la coordinatrice del movimento omonimo, Dianella Maroni, fulcro della class action in atto per l’uscita anticipata e l’assegno ridotto dovrebbe avere qualche risposta dal TAR del Lazio entro ottobre, mentre si discute quindi delle ipotesi del nuovo disegno di legge sulle pensioni.

[foto: Tiscali]