Riforma pensioni, possibile prelievo sopra i 3mila euro

Possibile stangata sulle pensioni sopra i 3mila euro, in arrivo per rendere stabile il bonus degli 80 euro in busta paga

Le indiscrezioni provenienti dall’esecutivo del Governo fanno pensare ad un prelievo di risorse economiche che andrà a pesare sulle pensioni sopra i 3.000 euro. Del resto, quando la coperta si tira da una parte diventa corta dall’altra. Così, se si vuole trovare la copertura per rendere strutturale il bonus irpef di 80 euro tanto voluto dal premier Renzi è necessario procedere con la spending review così da recuperare i 14 miliardi necessari all’operazione.

Il premier Renzi in prima persona ha fatto del bonus di 80 euro uno dei cavalli di battaglia del suo esecutivo, promettendo non solo di renderli stabili anche per tutto il prossimo anno, ma di estenderli, oltre ai lavoratori dipendenti con meno di 24mila euro annuali di reddito netto che già ne godono, anche al mondo delle partite iva e ai pensionati che percepiscono meno di 3.000 euro al mese.

C’è da pensare quindi che i rumors sul ticket sulle pensioni alte siano credibili e che verranno presto confermati dai tecnici del Governo, che stanno in questi giorni lavorando anche sulla seconda fase della spending review, che inciderà sulle aziende partecipate, sugli acquisti di beni e servizi della Pubblica Amministrazione e con il generale dimagrimento della ferraginosa macchina burocratica, chiudendo anche enti e sedi periferiche.

Il mondo dei pensionati non sta certo reagendo bene alla notizia; su alcuni siti di informazione già si legge di “soci inps sul piede di guerra“, definendo il prelievo delle pensioni come un ennesimo conto da pagare per le promesse del premier. Le critiche sono soprattutto sulla soglia dei 3.000 euro definiti troppo bassi. Non si tratterebbe infatti delle pensioni d’oro su cui già si era ventilato il salasso, ma di una fascia medio alta che colpirebbe quindi più persone. Bisogna tenere conto che una pensione di 3.000 euro lordi equivale ad una busta paga di circa 1.800 euro netti.

A fare da contraltare però ci sono le condizioni dei giovani lavoratori che sono stati i primi a pagare il prezzo della crisi economica e occupazionale, in particolare sofferenza anche per via dei contratti precari e con poche garanzie.

A trovare la soluzione che scontenti meno, ma soprattutto che porti i maggiori vantaggi alle sorti del Paese, tocca al presidente Renzi e al suo esecutivo. Una volta che il prelievo sarà confermato dalla riforma sulle pensioni il dibattito si sposterà sull’asticella dei 3.000 euro.

Anche la CGIL, per bocca del suo segretario Susanna Camusso, ha dichiarato di essere favorevole ad un prelievo sulle pensioni alte ma che la soglia dei 3.000 euro sia troppo bassa. A risponderle però il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, che ha confermato che l’ipotesi del prelievo per le pensioni alte sta per essere affinata e che per ottenere un gettito utile per la copertura del bonus degli 80 euro è necessario tenere l’asticella del prelievo sulle pensioni attorno ai 3.000 euro.