Riforma pensioni Renzi: gli effetti sulla legge Fornero

La riforma delle pensioni Renzi ha apportato alcune modifiche agli effetti della legge Fornero, ecco quali

La riforma delle pensioni Renzi ha apportato delle modifiche alla legge Fornero, una legge tanto contestata che ha creato la figura degli esodati: ex lavoratori senza lavoro e senza pensione.

Anche la riforma della pubblica amministrazione ha apportato modifiche alla Fornero andando a toccare i destini di più di 15mila dipendenti statali (dati forniti dal governo).

Tra le novità introdotte compare la possibilità di andare in pensione per tutti i lavoratori e le lavoratrici che entro il 31 dicembre 2011 hanno accumulato 40 anni di contributi. La stessa possibilità di accedere alla pensione viene data per i dipendenti che ad oggi hanno accumulato fino a 42 anni e sei mesi di contributi, gli anni di contributi accumulati diventano per le donne 41 e sei mesi. Secondo la riforma Renzi le pensioni sono concesse anche se non è stato raggiunto il requisito anagrafico previsto dall’attuale riforma delle pensioni.

Un’altra novità introdotta è il prepensionamento obbligatorio per tutti i dipendenti statali e l’eliminazione delle proroghe per restare in servizio e posticipare la pensione.

Il ministro Poletti inoltre pensa all’ipotesi di introdurre nella prossima legge di stabilità il cosiddetto prestito previdenziale. Tale prestito prevede la possibilità facoltativa (non compare infatti la parola obbligo) di accedere alla pensione per tutti quelli che hanno accumulato il massimo dei contributi. La possibilità è conferita in cambio di una decurtazione mensile dell’assegno dal 10 al 15 per cento da restituire in maniera graduale quando si va in pensione. Quest’ultima proposta nella riforma delle pensioni è riservata principalmente a tutti quei lavoratori precoci in attesa della pensione pur avendo accumulato il massimo dei contributi da tempo.

[foto: renzi]