Riforma pensioni Renzi: le soluzioni per gli esodati

Per le pensioni agli esodati il governo ipotizza soluzioni d’anticipo dell’età pensionabile

La soluzione al problema pensioni esodati potrebbe arrivare con la prossima Legge di Stabilità che sarà presentata dal governo entro il prossimo 15 Ottobre. L’ipotesi più probabile è quella proposta dell’ex-ministro del Lavoro Enrico Giovannini che aveva individuato la soluzione del cosiddetto prestito pensionistico.

Con questa formula si potrebbero mandare in pensione le persone alle quali mancano due anni dei requisiti previsti dalla Legge Fornero per il ritiro dal lavoro: 42 anni e 6 mesi per la pensione anticipata e 66 anni e 3 mesi per la pensione di vecchiaia. L’intenzione poi sarebbe recuperare le somme date in anticipo attraverso un sistema di micro prelievi sull’assegno pensionistico. Se approvata la soluzione studiata per gli esodati potrebbe includere tutti coloro che hanno lasciato il posto di lavoro dopo il 2011 e che diversamente non potrebbero usufruire delle tutele che il governo ha approntato in materia di esodati durante questi anni.

In un primo momento dunque lo Stato e l’Inps si farebbero carico degli oneri contributivi garantendo la pensione agli esodati. La decurtazione tramite micro prelievi interverrebbe in un secondo momento e durerebbe per 10 o 15 anni a seconda dei casi nella misura del 5-8% sull’assegno mensile, lo scopo è restituire allo stato i soldi anticipati per la pensione. Un’idea allo studio è quella di coinvolgere anche il datore di lavoro nel versamento dei contributi in cambio, come controparte, avrebbe la possibilità di licenziare i dipendenti prossimi all’età pensionabile.

Una seconda ipotesi sarebbe la proroga dell’opzione donna (al momento però se ne sono perse le tracce) che fino al 2018 consentirebbe a tutti i lavoratori di andare in pensione con 57 anni e 3 mesi di età  (58 anni e 3 mesi per i lavoratori autonomi) unitamente al raggiungimento di 35 anni di contributi.