Riforma pensioni Renzi: Opzione donna possibile anche per gli uomini

C'è chi pensa, tra le varie proposte, di estendere l'opzione donna anche gli uomini, diminuendo il limite di età per andare in pensione ed anche l'assegno mensile. Verrà considerata questa proposta?

Si avvicina la fatidica data in cui il Governo Renzi e la Commissione del Lavoro decideranno il da farsi circa le modifiche da attuare sul sistema pensionistico, ma intanto c’è chi tra le varie proposte chiede l’estensione dell’Opzione Donna anche agli uomini. Sarà effettivamente possibile?

La proposta parte dal sottosegretario Tito Boeri, che ha pensato di estendere l’Opzione Donna anche agli uomini. Ricordiamo brevemente di cosa si parla quando sentiamo dire “Opzione Donna”.

Sostanzialmente alle sole donne, secondo la proposta non ancora accettata, si potrebbe offrire la possibilità di andare in pensione più di quattro anni prima rispetto al limite d’età previsto, semplicemente abbassando del dieci per cento, più o meno, a seconda di quanto appare nella tabella del metodo contributivo, il valore dell’assegno di ogni mese. Ora come ora, sono necessari il raggiungimento di 57 anni per le donne e di 58 per gli uomini che hanno alle spalle oltre trenta cinque anni di contributi per usufruire dell’assegno pensionistico.

Estendere questa opzione anche agli uomini significherebbe ridurre notevolmente il numero degli anziani che ancora lavorano, il che implicherebbe lasciare ampio spazio ai giovani che devono ancora imbarcarsi nel mondo del lavoro tanto aspettato, ma che purtroppo si ritrovano ad avere la media dei trent’anni senza avere alcuna minima esperienza pregressa in nessun settore specifico, nonostante lauree e dottorati.

L’estensione dell’Opzione Donna anche agli uomini favorirebbe certamente un notevole mutamento, in quanto un gran numero di lavoratori andrebbe in pensione lasciando il loro posto ai giovani. Ma l’Opzione Donna è solo una delle molteplici proposte che il Premier si troverà dinanzi all’inizio del prossimo mese, quando dovrà effettivamente decidere di apportare dei cambiamenti al sistema pensionistico italiano.

Volente o nolente delle modifiche sicuramente verranno attuate, e se si tengono in considerazione le recenti proposte, queste hanno tutte in comune l’abbassamento dell’età pensionistica indipendentemente dai contributi versati, ma anche un lieve abbassamento della pensione in termini di assegno. In ogni caso le decisioni che verranno prese apporteranno a modifiche positive, si spera, per l’Italia, che potrà in un certo qual modo tornare a dare ampio spazio ai giovani, futuro della nazione.