Riforma pensioni, ultime di settembre: quota 100 e proroga Opzione Donna

A pochi mesi dalla sua scadenza, l'ipotesi di una proroga sull'Opzione Donna: Salvini propone fino al 2018 e rilancia anche la Quota 100.

Quota 100 ed Opzione Donna sono due strade che la Lega Nord, intervenendo sul tema della riforma delle pensioni in discussione al Governo percorrerebbe volentieri.

Matteo Salvini, segretario del partito, ha infatti da mesi caldeggiato la proposta di Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro incaricata, ovvero quella di considerare per l’età pensionabile la somma degli anni di contribuzione con quella anagrafica per ottenere 100, una via che porterebbe molti benefici secondo leader leghista e con buona pace di mille calcoli e soluzioni che nel frattempo si sono sommati nel dibattito politico-sociale.

Altra indicazione dal Carroccio è poi quella che vedrebbe di buon’occhio la proroga dell’Opzione Donna, ipotesi che permette alle lavoratrici di andare in pensione a 57 o 58 anni – a seconda che siano state dipendenti nel settore pubblico o privato – e con 35 anni di contributi, accettando un assegno calcolato unicamente con sistema contributivo e senza penalizzazioni. Sulla questione, per il Governo tutto si chiuderebbe alla fine dell’anno dopo quello che è stato un periodo di sperimentazione, ma per quanto riguarda Salvini tale formula potrebbe rispondere a pieno alle necessità del caso se si mantenesse invece in vigore fino al 31 dicembre 2018. Ipotesi che potrebbero sanare poi altre situazioni per le casse dello Stato.

Quel che resta evidente per ora è che se l’obiettivo da un lato resta quello di abbassare l’età pensionabile e rendere flessibile l’uscita dal mondo del lavoro, dall’altra scatterà proprio a partire dal primo gennaio 2016 la regola secondo cui – per poter accedere alla pensione di vecchiaia – si dovranno attendere quattro mesi in più per l’adeguamento all’aspettativa di vita.