Riforma pensioni uomini e donne: novità e modifiche

Il Governo Renzi presto varerà la nuova riforma del sistema pensionistico: poche modifiche in vista, probabili semplici aggiustamenti

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al varo del nuovo DEF, contenente tra l’altro le ultime novità e modifiche riguardanti la riforma pensioni uomini e donne.

Il documento, presentato dal ministro dell’economia Padoan, è di fatto una revisione del DEF approvato dal Parlamento la passata primavera. Il DEF in realtà non contiene indicazioni chiare su eventuali novità e modifiche inerenti la riforma delle pensioni, ma comunque sono presenti alcuni importanti elementi che permettono di dedurre cosa potrebbe cambiare.

In primo luogo, il Governo di coalizione guidato da Matteo Renzi ha deciso di stanziare 1,5 miliardi di euro per il settore di previdenza sociale e welfare.
Inoltre, l’esecutivo ha deciso di ignorare le direttive di Bruxelles e di far slittare il pareggio di bilancio in avanti, ritardandolo al 2017.
In questo modo, si sarebbero sbloccati nuovi fondi freschi che potrebbero garantire le necessarie coperture finanziarie per consentire ad un certo numero di italiani di andare in pensione con un trattamento economico favorevole.

All’interno del DEF, infine, non si menzionano nuovi prelievi fiscali né aumenti della tassazione attualmente esistente.
Tra poche settimane il Governo presenterà al Parlamento la Legge di Stabilità per l’anno 2015.

Per l’esecutivo guidato da Matteo Renzi si presenta il compito decisamente complicato di trovare le risorse necessarie ad accontentare le voci che richiedono una riforma del sistema pensionistico che cancelli quanto previsto dalla Legge Fornero e, al tempo stesso, di garantire le coperture economiche per poter rilanciare l’occupazione e consentire la ripresa economica auspicata da imprese e parti sociali.

Nonostante la ferma e unitaria opposizione dei sindacati confederali e delle associazioni di imprenditori e artigiani alla misura, sembrerebbe che presto si avrà il via libera alla nuova misura che prevederà che ai lavoratori dipendenti venga versata in busta paga una percentuale del loro trattamento di fine rapporto.
La misura riguarderà solamente i lavoratori del settore privato: per i dipendenti pubblici il TFR rimarrà congelato nelle casse dell’erario e verrà erogato solamente alla fine del periodo di lavoro, alla scadenza del contratto o in caso di morte.

I sindacati hanno criticato la decisione, ribadendo che i soldi del TFR sono già dei lavoratori e che, erogandoli in busta paga, non solo non si regala nulla ma anzi si va ad intaccare la somma sottoponendola ad una tassazione più elevata.
Le associazioni imprenditoriali, dal canto loro, hanno protestato duramente in quanto le aziende, in grande crisi di liquidità, pagando il TFR in anticipo ai lavoratori saranno costrette a rivolgersi al sistema creditizio, con il conseguente aumento dell’indebitamento e la prospettiva, per molte, del fallimento con la distruzione di posti di lavoro.

Per quel che riguarda le pensioni d’oro, la possibilità che queste vengano toccate sembra assai ridotta.
Nonostante le grandi speranze, sembra che le novità e le modifiche alla riforma pensioni uomini e donne si ridurranno ad alcuni semplici aggiustamenti.