Riforma pensioni uomini e donne: ultime novità sulle nuove forme di pensione anticipata

Lunedì 8 giugno si riunisce la commissione Lavoro di Montecitorio per discutere il ddl per convertire il decreto legge 65/2015 approvato nelle scorse settimane. Intanto, è stato fissato per questo 15 giugno il vertice con i sindacati relativo alla riforma delle pensioni sia per gli uomini che per le donne, che conterrà importanti novità

L’8 giugno la Commissione Lavoro della Camera discuterà il decreto legge riguardante gli ammortizzatori sociali, la previdenza ed i trattamenti di fine rapporto, oltre all’applicazione della sentenza della Consulta riguardo al blocco dell’indicizzazione delle pensioni. In più, secondo Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro, nella prossima Legge di Stabilità saranno introdotte molte novità per la riforma delle pensioni per uomini e donne. In particolare, sarà introdotto il tema della flessibilità attraverso nuove forme di pensione anticipata.

Per quanto riguarda la riforma pensioni donne, il comitato Opzione Donna preme per una maggior tutela delle donne lavoratrici che aderiranno al pensionamento anticipato. L’Inps, infatti, nel 2012, ha con un provvedimento praticamente bloccato i diritti delle donne lavoratrici: questo regime sperimentale permette alle lavoratrici di andare in pensione una volta compiuti 57 anni (nel caso delle lavoratrici autonome 58 anni) ed una volta versati 35 anni di contributi. In questo caso, tuttavia, l’importo della pensione sarà calcolato con metodo contributivo, meno conveniente. Le lavoratrici hanno fatto ricorso ad una class action ed al ricorso al Tar del Lazio (la prima sentenza sarà il 6 ottobre), ma intanto il governo Renzi sta già cercando di risolvere la questione.

Tra l’altro, sono state depositate in Commissione Lavoro alcune proposte di legge per la riforma delle pensioni uomini e donne: prevedono di abbassare l’età pensionabile a 62 anni (invece che a 66) con 35 anni di contributi, ma prevedendo penalizzazioni dell’assegno pensionistico nell’ordine dell’8%. Le decurtazioni andranno dai 50 ai 200 euro e per questo l’adesione sarà su base volontaria.
Tra le proposte di riforma delle pensioni vi è anche quella che prevede un assegno universale per gli over 55 (un contributo economico per chi ha tra i 55 ed i 65 anni, che sono senza lavoro, ma non hanno ancora raggiunto l’età della pensione). È stato invece accantonato il sistema Quota 100 (si somma l’età anagrafica e gli anni di contributi) perché troppo oneroso per le casse statali.

Secondo esperti e studiosi l’attuale riforma delle pensioni ha avuto pesanti effetti sul sistema sociale italiano, in quanto risultano più dure sia le condizioni pensionistiche che quelle lavorative. In particolare, l’allungamento dell’età pensionabile per tutti i lavoratori ha bloccato il ricambio generazionale nel mondo del lavoro, fatto che ha avuto ripercussioni negative sul tasso di disoccupazione e sulla competitività delle imprese. È unanime l’appoggio al piano di riforma pensioni di Cesare Damiano, che si basa su penalizzazioni oppure su incentivi, nel caso che un lavoratore vada in pensione prima o dopo aver raggiunto l’età pensionabile richiesta (66 anni).

Altre proposte di riforma pensioni riguardano il ricalcolo contributivo, le ricongiunzioni onerose, un meccanismo più vantaggioso per quanto riguarda i contributi volontari ed il riscatto degli anni di laurea. Previsto anche uno sconto per le lavoratrici madri (che può arrivare fino a due anni), la possibilità di aderire al lavoro part-time per i lavoratori che raggiungono l’età per andare in pensione e nel caso che debbano assistere familiari con disabilità.

[Immagine: ragusatg.it]