Trovare lavoro ai tempi di Internet

La job devolution è in atto, non esiste più il lavoro come lo pensavamo una volta e entra in campo Internet con i rischi e le opportunità

In tempi di crisi globale e di connessioni veloci la sfida per giovani e meno giovani è cavalcare al meglio la job revolution e sfruttare internet per trovare lavoro. Il lavoro spesso non c’è e quello che c’è non è quello di una volta.

Divisi tra lavori precari, non pagati, part time e contratti a progetto non rinnovati i ragazzi di oggi faticano a trovare una propria dimensione lavorativa soddisfacente e saltano da un annuncio all’altro senza spesso trovare nulla di interessante. Rinchiusi loro malgrado in categorie poco lusinghiere i ragazzi della job devolution sono stati spesso catalogati come bamboccioni, choosy o cervelli in fuga.

Messo da parte ogni forma di scoraggiamento però è importante darsi da fare, aguzzare l’ingegno e seguire i consigli di due che ce l’hanno fatta, e hanno trovato lavoro tramite internet: Aristea Camporesi e Sabrina Mossenta, esperte di Risorse Umane e Social Media. Hanno scritto Job Revolution, Trovare lavoro nell’era dei Social Media, Hoepli, 2014  un volume dedicato alla rivoluzione occupazionale italiana ch ne delinea in maniera lucida i tratti fondamentali e indica i metodi per emergere. Tra i primi consigli presenti nel libro c’è quello (valido per tutti i campi non solo nel lavoro) Conosci te stesso. «Non conta tanto la fama dell’ateneo frequentato – spiega Sabrina Mossenta a Vanityfair – quanto piuttosto la passione che riponiamo in certe materie. Non fidatevi delle previsioni, nessuno potrà garantirvi il lasciapassare per un futuro brillante. La leva motivazionale più potente che esista è l’indole che caratterizza ognuno di noi!».

Il secondo consiglio utile è quello di costruire il proprio personal brand, comunicare al meglio le proprie caratteristiche, i punti di vantaggio. «Il sistema scolastico italiano contribuisce a favorire l’omologazione, il conformismo, l’accettazione. Ciò che colpisce, invece, è la personalità, lo spirito critico, la caparbietà nel portare avanti le proprie opinioni, aprendosi al confronto, beninteso, ma ricordandosi che nascondersi nel magma dell’omogeneità non porterà da nessuna parte».

Il terzo consiglio riguarda la formazione continua, non quella imposta da qualche ordine professionale ma quella personale: «Quando i selezionatori (consulenti o interni all’azienda) valutano i CV dei neolaureati, non prestano grande attenzione al tempo impiegato per laurearsi, mentre molto più importante è la votazione finale e le esperienze conseguite fino a quel momento – continua Aristea Camporesi – Siete neolaureati, nessuno vi chiederà anni di carriera alle spalle, ma aver vissuto lontani da casa o addirittura all’estero sarà per voi un vantaggio in termini in autonomia, intraprendenza e apertura mentale».

Il quarto consiglio per trovare lavoro è sintetizzabile in “occhio ai social network!” ormai è risaputo che i datori di lavoro spulciano tra i profili personali dei candidati per avere informazioni più dettagliate. Girate la cosa a vostro favore è costruitevi dei profili impeccabili: soprattutto su LinkedIn.