Pensione anticipata opzione donna, a che punto siamo

Tardano le risposte dal Governo sull'Opzione Donna per le domande di pre-pensionamento del 2014. Ecco quali sono i nodi ancora da sciogliere

L’Opzione Donna (o l’Opzione Contributiva per le donne) si configura come la sospirata soluzione fra le riforme in atto sulle pensioni per quelle lavoratrici che, passando da sistema retributivo a quello contributivo, potrebbero accedere alla previdenza in anticipo attingendo alla cassa, se in possesso di alcuni requisiti anagrafici oltre che contributivi (ovvero 57 anni d’età e almeno 35 anni di contributi).

L’aveva già proposta l’allora Ministro del Lavoro Roberto Maroni nel 1994. Ad oggi quella che sembra una soluzione per molti si scontra però con parametri anagrafici sempre più posticipati. E non è tutto.

In vista di quanto prevede una circolare dell’Ente previdenziale ci sarebbe anche una finestra (di 12 mesi per le dipendenti, 18 per le lavoratrici autonome) a fine anno, proprio alla scadenza dell’eventuale Opzione Donna, per quante vogliano andare in pensione prima.

Quindi, a conti fatti, per accedere all’Opzione Donna si dovranno considerare requisiti anagrafici e contributivi maturati entro alcune scadenze che variano per le lavoratrici autonome (31 maggio 2014), per le dipendenti nel settore privato (30 novembre 2014) o per le impiegate del settore pubblico (31 dicembre 2014).

Sempre l’anno scorso L’INPS ha voluto informare anche le lavoratrici che vorranno presentare domanda di prepensionamento nel 2015 con l’Opzione Donna: non avranno necessariamente tutte le porte chiuse. Tali richieste infatti potrebbero essere accolte, in coda a quelle che chiedono il passaggio dal retributivo al contributivo dello scorso anno. Potrebbero.
Tutto sta ora al Governo e alle risposte che si attendono ormai da quasi un anno in materia, per sciogliere i nodi del passato e predisporre nuove strategie e modalità per andare in pensione, anche prima della naturale scadenza, nel prossimo futuro.