Riforma del codice della strada nel 2015: cosa cambia?

Secondo il viceministro Riccardo Nencini entro un anno avremo il nuovo codice con pene inasprite per gli automobilisti

È da anni che si parla del reato di omicidio stradale. A chiederlo sono sia i parenti delle vittime della strada, sia le associazioni che combattono e affrontano ogni giorno drammatico problema della sicurezza stradale. Un problema che ogni anno miete centinaia di vittime e feriti lungo le strade della nostra penisola e, tra queste, la maggior parte sono giovani: nel solo 2013, infatti, l’Aspas ha calcolato che gli incidenti stradali causati da imprudenza, uso di alcool e droghe hanno provocato 114 morti e 1168 feriti.

Un anno di tempo per scrivere il nuovo testo. È del luglio di quest’anno il via libera all’emendamento che introduce nel nuovo Codice della Strada il reato di omicidio stradale e l’ergastolo della patente. L’annuncio fu fatto dal viceministro alle Infrastrutture e Trasporti Riccardo Nencini che, a inizio dicembre, è tornato ad affrontare tale argomento. Il viceministro ha fissato come data di massima per l’approvazione del nuovo Codice l’autunno-inverno del 2015. Un testo che conterrà la tanto attesa introduzione del reato di omicidio stradale. Non sottovalutando la possibilità di approvare tale misura attraverso un decreto legge, “una via più rapida rispetto al normale iter parlamentare” (fonte: ). Il Governo ha un anno di tempo dall’approvazione della legge delega per scrivere il nuovo testo sulla sicurezza stradale.

Ma cosa prevede l’introduzione del nuovo reato? Ad oggi chi provoca un incidente mortale risponde del reato di omicidio colposo. La pena per questo reato è una reclusione che va dai 3 ai 10 anni, con il temporaneo ritiro della patente di guida. Tra l’altro, va ricordato che la maggior parte dei processi si conclude con l’assegnazione della pena minima, pertanto il limite massimo si configura essenzialmente come ipotesi teorica.

Aumentano gli anni di reclusione, via la patente a vita. Quando la nuova disciplina entrerà a regime, invece, la reclusione prevista sarà dagli 8 ai 18 anni, con la sostanziale novità del ritiro definitivo del titolo di guida. Il nuovo reato sarà applicato ai conducenti il cui tasso alcolemico risulti superiore agli 1,5 grammi e/o sia sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

Tuttavia, il cammino della nuova legge è tutt’altro che in discesa: l’introduzione del reato nel Codice penale è un procedimento lungo, laborioso e potrebbe essere ritenuto dalla Commissione Giustizia non rispondente all’esigenza del provvedimento. Pertanto potrebbe darsi il caso che il testo possa essere depotenziato e possa rimanere in piedi la sola ipotesi del ritiro permanente della patente.

(Immagine: www.smartweek.it)