Riforma pensioni Governo Renzi: pensione anticipata e Legge di Stabilità, le ultime novità

Dalla Uil arriva la richiesta di maggiore flessibilità per le pensioni. Approvato un Odg alla Camera per la Quota 96

Lavorare a 70 anni? No, grazie! La Uil, che assieme alla Cgil promuove lo sciopero del prossimo 12 dicembre, incalza il premier Matteo Renzi su Jobs act, Legge di Stabilità e la riforma delle pensioni. A parlare è il segretario della Uil Carmelo Barbagallo, intervenuto agli “Incontri Adnkronos”, svoltisi ieri al Palazzo dell’informazione a Roma: “Visto che l’aspettativa di vita si allunga e non tutti i lavori sono uguali, per le pensioni abbiamo bisogno di più flessibilità in uscita. Non si può continuare a salire a 70 anni su un’impalcatura.

Buone notizie per chi chiederà la pensione anticipata? Come già riportato anche in un precedente articolo di DGMag, il dibattito su questa tematica è ancora aperto, sebbene qualche novità ci sia. Riguarda i lavoratori che dovrebbero accedere a forme di pensione anticipata e che, dopo il via libera all’emendamento presentato dalla deputata del partito democratico Maria Luisa Gnecchi, vedrebbe la possibilità per gli uomini con 42 anni e mezzo di contributi e alle donne con 41 anni e mezzo di versamenti che abbiano compiuto 62 anni di età di andare a riposo. Da precisare che potranno accedere a tale provvedimento soltanto coloro i quali hanno maturato i contributi entro la fine 2017.

Per quanto riguarda i lavoratori della “Quota 96”, come riporta un articolo del sito www.orizzontescuola.it, ieri alla Camera è stato approvato un Odg “con il quale si impegna il Governo a relazionare sul numero complessivo dei Quota 96 del 2012 aventi diritto alla pensione con le regole pre-Fornero e adottare un provvedimento legislativo che ne risolva la questione“.

C’è da sperare che il quadro normativo cambi al fine di garantire una “sana” fuoriuscita dal mercato del lavoro per coloro che hanno dato molto, moltissimo e ad oggi non si vedono ancora riconosciuto il diritto alla quiescienza. Così come c’è da sperare che la cosiddetta “nuova” classe dirigente del Paese riesca a infondere maggiore stabilità e certezza ai giovani che non riescono più a credere in un Italia così ferma e in dissoluzione. Figurarsi poi il tema della pensione.

(Foto: www.comuni.it)