Riforma pensioni Renzi: per le donne pensione anticipata o quota 100?

A breve la discussione sulla riforma pensionistica e si solleva anche l'Opzione Donna: al centro del dibattito l'uscita delle lavoratrici.

Anche le condizioni previdenziali delle donne sul tavolo fra le proposte da vagliare in settimana, in vista della riforma delle pensioni del Governo Renzi.

Ma ad anticipare la grande manovra che rivedrà l’impianto dell’intera struttura di assistenza per le ex lavoratrici, ci sono anche situazioni in corso da fermento che è bene riepilogare.

In primis quella che è stata in vigore fino all’anno scorso, ovvero l’opzione donna Inps che prevedeva la possibilità delle lavoratrici di uscire dal mondo del lavoro a 57 anni d’età e con 35 anni di contributi. Nel 2014 è stato applicato tale metodo mentre per il 2015 è ancora tutto fermo in attesa che si sblocchi la situazione generale nelle riforme delle pensioni.

Ma c’è chi non vuole attendere ed anzi portare l’attenzione del Ministero dell’Economia e del Lavoro sulla situazione delle lavoratrici che nel 2015 attendono risposte esaustive. Per cercare di vedere applicate le stesse condizioni di quelle del 2014, è nata una petizione presentata dall’associazione Opzione Donna che verrà infatti depositata al Tar del Lazio e che mira a creare un dibattito acceso e puntuale sulla questione.

Tale ricorso collettivo è solo l’ultimo di quelli che stanno suggerendo spunti alla discussione, ponendo l’accento almeno su un capitolo di tutta la manovra in attesa che il Governo metta le mani su un progetto più complesso della riforma previdenziale.

Intanto molte parti sociali ragionano sulle linee guida: le voci che giungono da CGIL auspicano un netto indirizzo verso l’uscita anticipata solo con 40 anni di contributi a prescindere dall’età del lavoratore mentre la quota 100 (ossia sommando quota anagrafica e quella contributiva) resta la soluzione preferita da CISL.

[foto:  Urbanpost.it]