Flc-Cgil: ‘Stipendi insegnanti fermi dal 2010’

La Flc-Cgil pubblica i risultati deprimenti di un’indagine sugli stipendi degli insegnanti

Lo stipendio degli insegnanti italiani perde 80 euro al mese dal 2010. Altro che bonus Renzi dunque, gli insegnanti italiani oltre ad essere i meno pagati d’europa sono anche quelli più penalizzati. A lanciare la denuncia è Mimmo Pantaleo segretario nazionale della Flc-Cgil. Il contratto insegnanti è stato bloccato dal 2010, il blocco ha causato la perdita di 80 euro al mese per quattro lunghi anni, causando la perdita di 8.817 euro su base annuale.

I dati emergono da una ricerca condotta dalla Flc-Cgil e dal Dipartimento politiche economiche della Cgil. I dati emersi sono tutt’altro che confortanti e parlano di un settore fortemente penalizzato. Gli stipendi degli insegnanti, a prescindere dagli 80 euro, sono tra i più bassi di tutti i settori lavorativi di Italia e il nostro Paese figura addirittura al trentunesimo posto (tradotto in termini più semplici significa terzultima) negli investimenti effettuati nel campo dell’istruzione tra i paesi Ocse. Un confronto imbarazzante dunque con tutti gli altri paesi europei dove evidentemente si tiene di più alla qualità dell’insegnamento e al rispetto dei lavoratori del comparto scuola. Per avere subito chiara l’idea basta dire che in Italia un insegnante con oltre quindici anni di carriera percepisce uno stipendio medio annuo a partire da 32.833 dollari lordi, per la scuola dell’infanzia, e a partire da 36.725 dollari lordi, per la scuola superiore.

La media Ocse risulta pari rispettivamente a 39.569 e 45.478 dollari.

Nel nostro Paese però si continua a sostenere però che gli stipendi degli insegnanti italiani sarebbero in linea con quelli dei colleghi europei, chissà se la prossima riforma della scuola metterà mano anche alla voce compensi.

[foto: lettera43]