Riforma scuola Renzi: le anticipazioni

Meritocrazia e formazione continua sono solo alcune delle novità promesse da Renzi nella prossima riforma della scuola

Sulla riforma della scuola Renzi scommette molto. Scommette quel rilancio del Paese che parte dalla formazione. Dalle indiscrezioni trapelate in questi giorni sembra che la riforma attesa per fine agosto contenga in sé novità che hanno del rivoluzionario. Le novità che puntano a scuotere un sistema scolastico sempre più asfissiato dai tagli riguardano la formazione degli insegnanti, il reclutamento della forza docente, l’orario di lavoro e la valutazione dei docenti più meritevoli. Si guarda soprattutto dunque a chi nella scuola ci lavora, migliaia di insegnanti spesso sottoposti a anni e anni di precariato.

Lo slogan con cui Renzi dichiara tutto il suo impegno è «tornare a credere nella scuola», forse è un mantra che ripete per farlo suo e del proprio governo. Dopo anni di tagli e scarsi investimenti, la scuola ha il diritto di essere considerata il motore portante di una nazione che si voglia definire civile. Le cose però sembra stiano per cambiare (si spera in meglio) e il premier Renzi si è fatto consegnare dagli uffici del ministero i dati e studi di settore. «Dobbiamo avviare le cose prima dell’inizio dell’anno scolastico», ha affermato. Prima del momento della decisione politica verrà avviata una fase d’approfondimento tecnico da parte degli operatori e degli interessati. « E’ stupefacente» e rivoluzionario se ci si riesce – dichiara Renzi – il fatto che gli insegnanti non saranno più tutti uguali, livellati tendenzialmente verso il basso e dunque demotivati. I meriti – più dei diritti acquisiti e stancamente conservati nell’Italia dove tutto è intoccabile compresa l’ingiustizia – verranno riconosciuti ai meritevoli anche in termini di retribuzione, appena si potrà.Vinceremo la sfida culturale del cambiamento nella scuola, quando il professore medio capirà che scommettere sulle valutazioni non è il modo per punire ma per premiare» continua Renzi.

Con la nuova riforma della scuola infatti diventerà obbligatoria la formazione per gli insegnanti che sarà elemento fondamentale (dal prossimo contratto nazionale della scuola) per la valutazione e gli scatti di carriera del personale docente. Tra le altre novità previste dalla riforma della scuola allo studio ci sono l’insegnamento dell’informatica già dalle elementari, l’inglese (finalmente) già dalle primarie e il rafforzamento dell’autonomia scolastica.