Tassa sui condizionatori: ecco chi dovrà pagare

L'Italia si adegua alle direttive della CE e arriva la tassa sui condizionatori, provvedimento che costerà ai cittadini circa 200 euro

Matteo Renzi poco tempo fa aveva espresso in televisione la sua volontà di abbassare le tasse, cercando di venire incontro ai consumatori vessati da imposte di ogni tipo. Ma come si comporterà di fronte alla direttiva europea che impone anche al nostro Paesi di adeguarsi, e quindi di introdurre, la tassa sui condizionatori d’aria? Un provvedimento che susciterà molte critiche e che rendere di sicuro questa estate ancora più torrida.

Il nostro Paese dovrà dunque rispondere a quella che è un obbligo di legge e quindi sottostare come gli altri stati a questa nuova imposta. In Germania un cittadino deve ogni quattro anni verificare i propri condizionatori d’aria e controllare che l’impianto funzioni nel modo corretto. In più ha l’obbligo di prendere possesso di un apposito libretto che certifichi l’efficienza del climatizzatore nei propri alloggi o in altri ambienti come gli uffici privati e i ristoranti.

Secondo quanto riportato nel sito del Ministero, in Italia la faccenda è un po’ diversa: i controlli dovranno verificarsi solo in quei condizionatori che superano i 12 Kw, per cui il provvedimento sul condizionatore sarà applicato esclusivamente a coloro i quali superano tale soglia.

E se i condizionatori in casa, sono più di uno?
Chi ha un condizionatore di potenza inferiore ai 12 kW non deve pagare nulla. La potenza si calcola sul motore, ossia sull’unità esterna, che può servire più split cioè le unità interne (se ci sono più motori la loro potenza va sommata solamente se questi servono un circuito di distribuzione unico),  12 KW (40.955 Btu).

Non sono mancate le critiche verso questo provvedimento da parte della Federconsumatori che, in un comunicato ufficiale, ha contestato l’operato dell’Unione Europea che vuole paragonare gli impianti di areazione ai più comuni condizionatori d’aria.

Ma l’aspetto che più interessa i cittadini è naturalmente quello economico. Con questa nuova imposta un italiano quanto dovrà spendere ogni anno? La Federconsumatori ha fatto sapere che la spesa annua in cui andremo incontro potrà oscillare tra i centosettanta euro a un picco massimo di duecentoventi. Un aumento fiscale davvero considerevole per una famiglia, soprattutto se analizzato in un periodo di crisi come quello in cui stiamo vivendo da alcuni anni, con gli stipendi sempre più bassi e l’aumento della disoccupazione.

Sono inoltre previste delle multe molto salate nei confronti di quei cittadini che non pagheranno questa nuova imposta: sanzioni minime che vanno dai cinquecento euro a quelle massime di tremila sono i primi dati sicuri che la Federconsumatori ha reso pubblici. I cittadini, sui social network o con i soliti comunicati ufficiali, hanno naturalmente contestato la tassa sui condizionatori d’aria ritenendola inopportuna.

Adusfeb, un’associazione che da sempre difende i diritti dei consumatori, ha fatto sapere in una nota che intende presentare, nelle sedi opportune, una proposta di legge affinché si possa cancellare questa tassa. Ora bisogna capire quale strada prenderà il Governo, se intenderà marciare insieme ai cittadini, andando quindi incontro ai loro problemi e facendo sentire la propria voce anche nel Parlamento Europeo.

Intanto, tutti coloro che sono in possesso di sistemi di climatizzazione che superano i 12 Kw, (per raffreddare cioè ambienti di circa 160 metri quadrati), saranno soggetti al pagamento della tassa sull’aria condizionata prevista dalla nuova direttiva europea.