Texas: nuovo attentato Isis dopo Charlie Hebdo

Sembra confermata la matrice islamica dell'attentato di Garland: come a Parigi, anche in Texas è un attacco alla libertà di espressione

Ieri sera al Culwell Event Center di Garland, appena fuori dal centro di Dallas in Texas, si stava svolgendo una mostra di vignette su Maometto, quando due uomini hanno aperto il fuoco all’esterno dell’edificio ferendo un agente della sicurezza. Al fuoco aperto dai due uomini ha risposto un poliziotto che era nei pressi del centro uccidendo entrambi gli attentatori.

Una nuova scena quella che sembra portare sempre la firma dell’Isis, dunque, a chilometri di distanza da quella di Parigi dove il copione ebbe un altro epilogo – in cui furono vittime alcuni giornalisti e vignettisti della redazione di Charlie Hebdo. Resta al centro però il tema della libertà d’espressione: anche a Dallas, infatti, era in corso la mostra che esponeva immagini del profeta Maometto, un’iniziativa (ed una competizione, visto che al disegno migliore sarebbero andati 10 mila dollari) molto importante e con l’annunciata presenza del politico ultraconservatore olandese Geert Wilders, già noto a livello mondiale per le sue posizioni anti-Islam.

Secondo la CNN, fra i due che hanno puntato per primi l’arma contro l’agente all’ingresso del Centro, uno avrebbe inviato sui social un giuramento di fedeltà allo Stato Islamico poco prima dell’attacco.

Non sembra poi ci siano dubbi sulla rivendicazione apparsa sui social, quando anche il sito specializzato Site ha rivelato un post firmato da Abu Hussain AlBritani – pseudonimo del jihadista britannico Junaid Hussain – dove si menzionava il fatto di cronaca: “Due dei nostri fratelli hanno aperto il fuoco contro la mostra del profeta Maometto, in Texas”.

Presidiata già sin dall’avvio della mostra, la zona continua ad essere pattugliata ancora oggi.

[foto: IlFattoQuotidiano.it]