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17 Dec

Philip Roth dice addio a romanzi e fiction

LaRedazione - 6 febbraio 2014
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Philip Roth dice addio a romanzi e fiction

Philip Roth è sicuro: questa volta il suo addio ai romanzi è definitivo. In un’intervista rilasciata a Cynthia Haven, docente alla Stanford University, lo scrittore autore di tantissimi bestseller fra i quali Goodbye Columbus ha confermato la sua intenzione di non scrivere più romanzi e di porre fine alla sua carriera di scrittore, anche per la televisione.

Dopo aver vinto il Premio Pulitzer, lo scrittore – o forse ormai sarebbe meglio dire l’ex scrittore – ottantunenne ha detto di sentirsi meglio da quando, a partire dal 2009, non ha più scritto neanche una parola. Roth ha dichiarato con convinzione che ha scoperto, anche se in ritardo, che esiste una vita al di là della letteratura e della pubblicazione di romanzi ed ora vuole riscoprire i piaceri dell’esistenza, uno ad uno: passeggiate, tanto sport e la ricerca della serenità sono ormai le sue priorità e non ha intenzione di tornare indietro. Da qui il suo no deciso a chiunque gli chiedesse di tornare a comporre fiction o romanzi.

Quello di Philip Roth non è l’unico addio celebre alla letteratura. E’ di qualche settimana fa, infatti, la dichiarazione di Gunter Grass – anni 86 – che motivava il suo abbandono della letteratura con l’età avanzata e l’impossibilità di programmare il suo futuro da qui a cinque o sei anni.

Uno dei miei hobby preferiti? Giocare con l’iPhone! Con questa spiritosa battuta Roth, autore di ben trentuno romanzi, motiva una decisione che dice irrevocabile. E spiega, poi, che nel 2009, quando ha deciso di fermarsi, ha preferito non dirlo a nessuno per essere sicuro della decisione presa, non sentendosi all’altezza di Frank Sinatra, da lui giudicato l’unico al mondo per grandezza da poter annunciare il suo ritiro e poi cambiare idea.

L’idea era quella di fermarsi per qualche mese e verificare, poi, la fermezza della sua decisione. Con il passare del tempo, lo scrittore si è poi reso conto che le sue giornate erano occupate da tantissime altre attività e che la letteratura aveva preso per lui i contorni di una frustrazione quotidiana, quasi di un’umiliazione. Neanche la rilettura dei suoi classici preferiti nonché dei suoi lavori precedenti o la visione delle fiction dal lui realizzate sono servite a fargli ritrovare gli stimoli giusti: la magia della penna sul foglio era definitivamente tramontata e purtroppo nessuno può cambiare questa realtà.

Il suo unico rimpianto, piuttosto, resta forse quello di non aver vinto il premio Nobel nonostante le numerosissime candidature.

I numerosissimi fans dello scrittore americano sentiranno sicuramente la sua mancanza, ma tanto affetto e tanta stima non sono bastati a convincere Philip Roth: il suo no alla letteratura sembra essere, questa volta, davvero definitivo. Un vero peccato per la letteratura mondiale.

 

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