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13 Dec

Philip Seymour Hoffman ucciso da un’overdose

LaRedazione
3 febbraio 2014
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Philip Seymour Hoffman è morto a causa di un’overdose. La notizia che ha scioccato il mondo di Hollywood ed i numerosi fans dell’attore americano è arrivata nel tardo pomeriggio di domenica due febbraio. Hoffman è stato infatti ritrovato senza vita nella sua casa di Los Angeles a Bethune Street: l’abuso di stupefacenti sarebbe stato fatale.

Hoffman, quarantasei anni, aveva già avuto in passato problemi di droga, ma dopo gli eccessi di gioventù aveva passato un periodo molto lungo lontano dalle sostanze illegali. Poi, la ricaduta con antidepressivi e cocaina, e recentemente la ricaduta nel tunnel dell’eroina.

Una tragedia considerando la giovane età dell’attore e i suoi tre figli piccoli, ma anche per i suoi tantissimi ammiratori che ne avevano sempre amato l’eccentricità, la capacità di calarsi in ruoli anticonvenzionali, e soprattutto di passare dal comico al drammatico con estrema disinvoltura. Qualità che nel 2006 sono risultate chiare con il  riconoscimento più ambito in assoluto per un attore, quel premio Oscar che gli era stato conferito per la sua interpretazione in Truman Capote.

E’ stata comunque la sua interpretazione del personaggio del Conte in ‘I Love Radio Rock‘ a renderlo amatissimo dal grande pubblico. Una capacità di passare da un ruolo all’altro che non corrispondeva però ad altrettanta disinvoltura nella vita reale.

Philip Seymour Hoffman era celebre per la sua timidezza e riservatezza fuori dal set, che aveva dimostrato anche nelle occasioni ufficiali. Sia al momento del ritiro dell’Oscar, ma anche in occasione del suo ultimo passaggio in Italia, alla Mostra del Cinema di Venezia, quando ammise di essere a disagio, come sempre quando c’era da parlare in pubblico e rappresentare un film.

Nel suo appartamento di L.A. Hoffman è stato ritrovato ancora con la siringa al braccio: difficile dunque avere dubbi sulle cause del decesso, anche se un’inchiesta è stata comunque ufficialmente aperta. La ricaduta nel tunnel della droga dimostra la fragilità di un personaggio che proprio grazie alla sua estrema sensibilità sapeva immergersi completamente nei personaggi che interpretava, in quello che lui stesso definiva ogni volta un ‘viaggio con destinazione ignota’.

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