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16 Dec

Francia: giovane pubblica video delle torture al gatto, condannato

Gianfranco Mingione - 4 febbraio 2014
Gianfranco Mingione
4 febbraio 2014
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Francia-Farid Ghilas-maltratta gattino

Dalla Francia l’ennesima storia di crudeltà verso gli animali. Non c’è mai limite al peggio e la storia in tal caso è maestra di vita. Farid Ghilas, ventiquattro anni, giovane francese di origini straniera, è stato condanato ad un anno di carcere senza condizionale per aver ripreso e pubblicato un video in cui maltratta un gatto.

Immagini forti, pubblicate sul suo profilo Facebook, a fine gennaio scorso, e che lo vedono divertirsi nel lanciare il gattino di soli cinque mesi contro il muro di un edificio. Un divertimento insano che, in questo caso, ha trovato una sana punizione.

Un anno di carcere servirà a qualcosa? Inutile dire che la reazione dell’opinione pubblica è stata molto forte e ha visto la raccolta firme di due petizioni, con 280mila firme, inoltrate al presidente della repubblica, Francoise Hollande, con la richiesta di una severa condanna del giovane. Una condanna giunta anche dalla Fondazione Brigitte Bardot, che, denunciando il fatto ai giudici, lo ha reputato “di una crudeltà inammissibile”.

C’è da sperare che il carcere, soprattutto per un giovane di ventiquattro anni, possa servire veramente a qualcosa e non a buttare un anno di vita dietro le sbarre. Farid pare già pentito del gesto commesso e ha dichiarato: “Non so cosa mi sia preso, ho fatto il cretino, mi dispiace”.

Il gattino è stato preso in consegna dai veterinari. A causa dello spavento non riesce a mangiare, oltre ad aver riportato una frattura alla zampa.

Altra forma di crudeltà: l’abbandono degli animali domestici. Secondo i dati della Doxa, riferiti al nostro Paese, quasi una famiglia su due ha con sé un animale domestico. Predominano i cani, 8.500.000, e a seguire i gatti, 6.800.000. Il dato che sconvolge è la fine a cui sono destinati gli animali abbandonati: “Più dell’80% degli animali abbandonati rischia di morire in incidenti, di stenti o a causa di maltrattamenti, mentre il 20% finisce in un rifugio per animali dove, specialmente se anziano o affetto da patologie importanti, concluderà la sua esistenza” (fonte: www.lav.it).

Il dramma degli abbandoni estivi. Il picco degli abbandoni avviene soprattutto nel periodo estivo (25-30%) e nel periodo seguente l’apertura della caccia (oltre il 30%). I cani che sopravvivono vengono poi trasferiti nei canili, che spesso sono strutture che non rispettano i requisiti basilari per poterli accogliere. Ogni anno c’è uno spot, una campagna, una comunicazione rivolta a chi sta per compiere il gesto atroce. Lo spot dello scorso anno ha giocato con l’ironia di un personaggio che viene dal mondo del porno italiano…

[foto: voxnews.info]

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