Attenzione all’olio di palma: cosa ha detto l’Efsa e cosa rischiano i bambini

Nuovi studi dell'EFSA evidenziano tossicità nella raffinazione di componenti presenti in abbondanza nell'olio di palma

Non si placa la bufera sull’olio di palma, il prezioso estratto adottato a piene mani ormai dall’industria dolciaria (e non solo), secondo alcune deduzioni correnti sarebbe addirittura cancerogeno.

Ma andando per ordine, secondo l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (o EFSA) che – come riporta il sito ufficiale dell’Unione Europea cui fa capo – fornisce consulenze scientifiche indipendenti sui rischi connessi all’alimentazione, “i contaminanti da processo a base di glicerolo presenti nell’olio di palma, ma anche in altri oli vegetali, nelle margarine e in alcuni prodotti alimentari trasformati, danno adito a potenziali problemi di salute.

L’Agenzia non ha studiato una relazione tra olio di palma e incidenza di tumori, ma mette in guardia rispetto alla tossicità di certi processi di raffinazione, vero nodo del problema su particolari oli di impiego ormai comune, specie se in contatto con consumatori potenzialmente a rischio di sviluppare particolari patologie.

Sarebbero molte le sostanze infatti che rivelerebbero danni non trascurabili, come ad esempio glicidil esteri degli acidi grassi (Ge), 3-monocloropropandiolo (3-Mcpd) e 2-monocloropropandiolo (2-Mcpd), componenti che, sempre a detta dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare, nell’olio di palma sarebbero in quantità maggiori (6-10 volte in più) rispetto agli altri oli vegetali subendo una raffinazione a temperature alte fino a 200 gradi.

Il problema è che la maggior parte dei prodotti in commercio con l’impiego di olio di palma riguarda quelli per i bambini – dai biscotti alle merendine – categoria che è così potenzialmente esposta fino a 10 volte di più a tali rischi di tossicità.

[foto: LaStampa.it]