Diete dimagranti efficaci: il confronto

Perdere peso con una dieta dimagrante: il segreto è non gettare mai la spugna, perseverare e fare attività motoria

Esistono molte diete dimagranti efficaci da mettere a confronto, ogni programma alimentare appropriato, inoltre, si adatta alle proprie esigenze.

Quello delle diete per perdere peso è uno dei business che ha conosciuto il maggiore sviluppo nel corso degli ultimi decenni. Con l’aumento della sedentarietà della vita infatti è aumentato in maniera vertiginosa il numero delle persone in sovrappeso.
I ricercatori dell’ “Hospital for Sick Children Research Institute” di Toronto e della “Mc Master University” di Hamilton hanno effettuato uno studio approfondito per scoprire quale sia la miglior dieta in termini di efficacia, pubblicandone i risultati su ‘Jama’.
Al termine della ricerca – che ha coinvolto una cinquantina di studi e 7300 persone in sovrappeso o in condizione di obesità – è emerso che le differenze tra le varie tipologie di dieta sono minime.

Le diete analizzate dai ricercatori sono state la Weight Watchers (con un supporto motivazionale-educativo), la Atkins (pochissimi carboidrati), la Craig, la Zona (con controllo livelli insulina), la LEARN, la South Beach, la Volumetrica, la Ornish, la Nutrisystem (piatti confezionati in precedenza), la Rosemary Conley e la Slimming World (senza grassi).
Nel giro di sei mesi, la dieta che ha dato i migliori risultati è la Atkins, che prevede una bassissima assunzione di carboidrati: 8,7 chili persi, contro i 7 delle altre diete.
Nel lungo periodo però, dopo dodici mesi, i risultati delle diete sono decisamente vicini tra di loro, con scarse differenze tra l’una e l’altra.
I ricercatori hanno quindi stabilito che quel che più importa è la costanza e la perseveranza nella dieta. Non importa quale regime si decida di seguire, basta non mollare a metà strada né cedere ad attacchi di fame.

Per questo, gli esperti dei due istituti di ricerca canadesi hanno sottolineato l’importanza di una stretta collaborazione tra il paziente e il suo medico: è possibile cambiare dieta se questo aiuta maggiormente a rispettare i dettami e a perseverare nel piano di dimagrimento.
La “Tulane University” di New Orleans, in un lungo studio pubblicato sulla prestigiosa “Annals of Internal Medicine”, stabilisce che per dimagrire è più utile ridurre l’apporto di carboidrati nella dieta, che non dovrebbero superare i quaranta grammi giornalieri per persone in sovrappeso. Questo tipo di dieta avrebbe anche benefici importanti dal punto di vista del rischio di patologie cardiovascolari.

L’italiano Andrea Ghiselli, membro del “Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura di Roma” si è espresso contro il parere dei colleghi d’oltreoceano, sottolineando come non abbia senso seguire una dieta estrema povera di carboidrati o grassi. Quel che importa, secondo Ghiselli, è ridurre moderatamente il contenuto di carboidrati e di grassi, senza esagerare, sposando uno stile di vita attivo, dedicando tempo all’attività sportiva e al movimento.

Togliendo dalla dieta grassi, carboidrati o altre sostanze si eliminano anche proteine, vitamine e altre molecole essenziali contenute al loro interno.
Secondo Ghiselli, se proprio si vuole ridurre l’apporto calorico dalla dieta è bene andare a toccare quegli zuccheri non associati ad altri nutrienti, come alcol e zucchero nel caffé, facendo però attenzione all’aspetto psicologico che comporta eliminarli.

Il confronto tra le diete dimagranti efficaci ha fatto emergere che le differenze ci sono, ma sono minime. Quel che importa è condurre uno stile di vita sano e attivo.