Allarme scabbia in Italia, ecco come avviene il contagio

In un casa di riposo a Limana (Veneto) sono stati registrati tre casi di scabbia. Situazione ancor più critica al campo nomadi di Castel Romano

A Limana, in Veneto, è tornata a riaffacciarsi la scabbia. Il fatto è avvenuto nel centro servizi per l’anziano di Limana, dove venerdì scorso tre persone sono risultate contagiate. Situazione ancor più critica alle porte della Capitale, al grande campo nomadi di Castel Romano, dove la situazione rischia di divenire ancora più pericolosa. La scabbia è un’infezione contagiosa della pelle che si verifica non solo negli esseri umani ma anche tra alcuni animali. L’Organizzazione mondiale della Sanità l’ha classificata come patologia legata all’acqua ed è causata da un parassita molto piccolo che si inocula sottopelle provocando un forte prurito ed eruzioni cutanee.

A Limana situazione sotto controllo. Nel piccolo centro veneto in provincia di Belluno la situazione, a detta del sindaco Milena De Zanet e dell’assessore alle politiche sociali Edi Fontana, “è sotto controllo, le procedure sono state attuate venerdì stesso, non appena siamo venuti a conoscenza della situazione. Abbiamo contattato immediatamente l’Usl”. Il sindaco conferma che “sono state prese tutte le precauzioni del caso e il problema verrà risolto in tempi rapidi. Ed afferma che sono state prese tutte le precauzioni affincheé non ci siano rischi per gli altri ospiti del centro: Abbiamo chiesto – prosegue il sindaco – a tutti gli operatori della casa di riposo la massima attenzione dal punto di vista igienico-sanitario per evitare la diffusione dell’infezione, che si trasmette non solo per contatto diretto con i pazienti infetti, ma anche attraverso il contatto con gli indumenti”.

A Roma la situazione potrebbe diventare molto grave. Se a Limana il contagio sembra essere più circoscritto e la situazione è sotto controllo, non può dirsi la stessa cosa per il grande campo nomadi di Castel Romano. Il campo sorge alle porte della Capitale e al suo interno sono presenti circa mille rom, di cui la metà sono minorenni in età scolare, che ogni mattina con i bus si recano a scuola a Roma. L’allarme contagio è arrivato dopo che all’ospedale San Gallicano sono stati diagnosticati in pochi giorni sette casi di scabbia a persone residenti nel campo.

Il campo rom di Castel Romano versa in condizioni igienico-sanitarie davvero critiche. A confermarlo è il rapporto del servizio Igiene e Sanità Pubblica della Asl Roma C, subito inoltrato a sindaco, assessore alle politiche sociali e prefetto e alla polizia municipale. Gli ispettori che hanno visitato il campo accompagnati dalla polizia municipale, parlano di situazioni di vera emergenza: “E’ avvertibile – scrivono gli ispettori – un odore nauseabondo riferibile alla possibile presenza di materiale organico in decomposizione. Molti container sono in uno stato di grave degrado al loro interno, esternamente si presentano in una condizione di estrema fatiscienza, e non appaiono in possesso dei minimi requisiti igienico-sanitari indispensabili per l’umana dimora. Soprattutto considerando la presenza di bambini”.

Una situazione davvero critica che, se non affrontata nei giusti tempi e mezzi, può far sì che la scabbia si diffonda oltre i confini del campo. E’ difficile pensare che delle persone possano vivere in un luogo senza acqua potabile (sospesa dal 18 settembre scorso) e con gli scarichi fognari non funzionanti. A tutto questo bisognerà porre rimedio con una soluzione adeguata e non provvisoria. Ed ormai la palla passerà sicuramente nella mani del prossimo sindaco di Roma, dopo le dimissioni di Ignazio Marino.

(Immagine: www.medicina360.com)