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17 Dec

Arriva l’anello vaginale anti Hiv e gravidanze

LaRedazione - 6 marzo 2014
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6 marzo 2014
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E' arrivato l'anello vaginale che previene le gravidanze indesiderate e protegge da Herpes e HIV!

Arriva l’anello vaginale per la protezione dalle malattie sessualmente trasmissibili e sopratutto contro il virus dell’Hiv.

I risultati della sperimentazione sono stati pubblicati sulla rivista medica specializzata Plos One e già promettono di rivoluzionare il campo della contraccezione.

L’ingegnere biomedico Patrick Kiser e il su team di scienziati lavorano per la Northwestern University.

Per ora l’anello vaginale è stato testato esclusivamente sui primati, in una sperimentazione durata tre mesi, ma presto si avvierà anche la sperimentazione sulle donne all’interno di cliniche specializzate.
L’anello avrà una valenza di 90 giorni e rilascerà gradualmente all’interno dell’organismo un farmaco antiretrovirale (il tenofovir) e un contraccettivo (il levonorgestrel) in specifiche quantità.

Il prodotto è realizzato in poliuretano e contiene al suo interno dei serbatoi regolabili che rilasciano gradualmente nell’organismo il giusto dosaggio di farmaci.

Entrambe le dosi che verranno rilasciate risultano inferiori a quelle che andrebbero prese per via orale, ma ugualmente efficaci. Garantendo così alla donna la giusta protezione, ma limitando l’assunzione di farmaci.

Nello specifico, il tenofovir risulta essere l’unica sostanza a oggi conosciuta che possa contrastare la trasmissione del virus dell’HIV per via sessuale. E’ stato infatti scoperto che che questo antiretrovirale è efficace quando somministrato sotto forma di gel. Lo studio che lo dimostra è stato riportato all’American Association of Pharmaceutical Scientists (AAPS) Annual Meeting and Exposition, il più grande meeting farmaceutico del mondo.

Hanno collaborato al progetto anche Meredith Clark, e David Friend, del Conrad, un’organizzazione di ricerca sulla salute riproduttiva.
Ed è proprio di Clark il commento che mette in luce le motivazioni alla base del progetto:
“Abbiamo sentito l’urgenza di fare questo anello a doppia protezione intravaginale perché la maggioranza delle gravidanze indesiderate del mondo si verificano all’interno di regioni in cui la pandemia di HIV / AIDS è più diffusa, come l’Africa sub-sahariana.

Ci aspettiamo molto entusiasmo per questo prodotto, e speriamo che avrà un bel sostegno da parte di potenziali utenti, donatori e organizzazioni di salute pubblica, in particolare nel mondo in via di sviluppo”.

Questo anello vaginale non risulta però sicuro al 100%. Ad oggi il preservativo (metodo a barriera) è ancora il mezzo più efficace per evitare la trasmissione delle malattie sessuali, anche se sembrerebbe che la sperimentazione ci stia portando verso un nuovo tipo di contraccezione.
Non ci resta che aspettare i risultati dei test sulle donne.

Anche perché l’HIV risulta essere ancora la malattia virale più pericolosa e più diffusa al mondo, principalmente in Africa dove la cultura della prevenzione non è diffusa e le condizioni igieniche ed economiche della popolazione non permettono il diffondersi di questo pensiero.
Ma, guardando da vicino al nostro Paese, ci possiamo rendere conto che persino da noi in Italia i numeri sono allarmanti: stando ai dati rilasciati dal Coa (Centro operativo Aids), solo nel 2012 si contano oltre 3.800 nuovi casi di Hiv, la maggior parte dei quali attribuibili a trasmissioni sessuali.

In conclusione, l’arrivo dell’anello vaginale anti Hiv e gravidanze è il risultato di anni di ricerca e sperimentazione contro uno dei virus più difficili da debellare del nostro pianeta.

 

 

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