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L’aspirina dimezza il rischio di cancro se si possiede uno specifico gene

Gianfranco Mingione - 28 aprile 2014
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28 aprile 2014
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aspirina

Aspirina contro il rischio di cancro al colon. Dall’Ohio arrivano nuovi studi che confermano gli effetti benefici di uno dei farmaci più noti in ambito medico: l’aspirina. Lo studio, condotto dal dottor Sanford Markowitz, professore di genetica del cancro alla facoltà di medicina dell’Università Case Western Reserve a Cleveland (Ohio), ha scoperto che nei soggetti portatori di un gene che produce un livello elevato di un enzima, l’uso combinato con l’aspirina riduce il rischio di cancro al colon del cinquanta per cento.

L’enzima in questione è RNA 15-idrossiprostaglandina deidrogenasi (15-PGDH). La scoperta è arrivata dopo l’analisi dei dati provenienti dal monitoraggio trentennale di centoventottomila soggetti. Di questi, lo staff di Markowitz ha analizzato gli esami istologici di duecentosettanta pazienti affetti da carcinoma al colon. I risultati hanno rivelato che l’aspirina funziona come un efficace deterrente contro il cancro solo negli individui portatori di un alto tasso di questo gene nell’intestino.

Un gene cooperativo con l’aspirina. A quanto si legge nella ricerca, pubblicata su Science Translational Medicine, tali effetti benefici in grado di dimezzare il rischio cancro del cinquanta per cento, sono riscontrabili solo nei soggetti portatori del gene. Il 15-PGDH è in grado di catalizzare le reazioni chimiche degli acidi responsabili della formazione tumorale del colon-retto, agendo anche in cooperazione con l’aspirina, nella lotta contro la formazione delle aree tumorali.

Con quale esame si scopre se si ha il gene 15-PGDH? A spiegarlo è il dottor Markowitz: “Basta eseguire una colonscopia con biopsia per misurare la quantità di 15-PGDH nell’intestino in modo da poter capire a quali soggetti l’aspirina effettivamente produce un reale beneficio nella prevenzione contro il cancro, evitando di somministrarla a chi non ne può giovare e si esporrebbe così solo agli effetti collaterali dovuti all’uso prolungato del farmaco, come infiammazioni gastrointestinali e ulcere” (fonte: www.farmacia.it).

[foto: peru.com]

 

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