Olio di palma: tutto quello che c’è da sapere

L’impiego dell'olio di palma nell'industria alimentare è cresciuto in maniera esponenziale, ma diverse sono le critiche. Ma è davvero dannoso per la salute?

L’olio di palma è un alimento in grado di causare problemi al sistema cardiocircolatorio e di provocare il diabete? Parlare di olio di palma significa fare riferimento ad un grasso vegetale che viene estratto da specifiche varietà di palme. Viene utilizzato soprattutto per la produzione di biscotti e di merendine, ma rappresenta anche un elemento cardine delle farciture delle torte confezionate e delle golose creme spalmabili. Ma non sono immuni dal suo impiego anche i prodotti per l’infanzi

La sua raccolta, tuttavia, starebbe portando alcune zone del pianeta alla deforestazione. Questo metterebbe a rischio anche la sopravvivenza di numerose specie animali, soprattutto nelle aree del Borneo e di Sumatra. L’industria alimentare ha scelto di farne un uso sempre più frequente al posto dell’olio e del burro. Come questi ultimi permette di strutturare e di dare una maggiore consistenza al prodotto finale. A differenza degli altri oli vegetali, quello di palma presenta una composizione che lo avvicina molto al burro, piuttosto che ai grassi vegetali; in particolare, è ricco di grassi saturi. Perché viene utilizzato? Sicuramente per il suo costo molto basso. Infatti, l’olio di palma ha un costo notevolmente inferiore al burro. Inoltre, anche se aggiunto in grandi quantità non altera il sapore delle pietanze. Infine, permette una conservazione più lunga nel tempo; confrontato con il burro, dimostra di saper resistere con più facilità alle alte temperature.

In realtà, dato il suo alto contenuto di acidi grassi saturi, bisognerebbe limitare il suo consumo; giornalmente, infatti, la soglia dei grassi saturi totali non dovrebbe essere superiore al 10% delle calorie. Per quello che riguarda gli effetti sull’ambiente, la coltivazione (che si concentra prevalentemente all’interno delle foreste tropicali del sud-est asiatico), sta sempre di più trasformando tali territori in monoculture. Oltre alla morte di moltissime specie di scimmie (tra le quali può essere citato l’orango), si hanno delle ripercussioni anche sul clima, dovute all’aumento notevole del gas serra, oltre ad un vero e proprio “stravolgimento” di quello che è ‘assetto idrogeologico. Per tale motivo, in tutto il mondo, sono molte le campagne che mirano a boicottare il consumo dei prodotti realizzati facendo ricorso all’olio di palma. Tutto ciò sembra aver portato diverse aziende a rinunciare al suo impiego, reclamizzando direttamente sui prodotti la mancanza di olio di palma, sostituito in molti casi dall’olio di girasole ma, purtroppo, anche da altri poco salutari come quello di cocco.