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15 Dec

Università di Toronto: no alla dieta dei gruppi sanguigni di D’Adamo

Gianfranco Mingione - 22 gennaio 2014
Gianfranco Mingione
22 gennaio 2014
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La ‘dieta dei gruppi sanguigni” bocciata all’Università di Toronto. Succede agli studenti e succede anche alle diete di non passare gli esami accademici. Sembra una battuta ma invece è la realtà, visto che la nota dieta messa a punto nel 1997 dal naturopata statunitense Peter D’Adamo, è stata bocciata dai ricercatori universitari. Secondo quest’ultimo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Plos One, la dieta è “non scientificamente valida”.

Come funziona la dieta? Il naturopata ha basato la sua dieta sulla correlazione tra gruppi sanguigni e glicoproteine. Secondo il suo metodo ad ogni gruppo corrispondono diverse glicoproteine nelle cellule che hanno la funzione di rendere più digeribili alcuni cibi, riducendo così il rischio cardiometabolico e favorendo una forma fisica sana.

Come riporta laRepubblica.it, lo studio dei ricercatori ha preso in esame 1455 persone, a ciascuna delle quali sono state richieste informazioni sul tipo di alimentazione quotidiana: “Alcuni regimi alimentari erano di per sé sani e in coloro che li seguivano si evidenziavano profili cardiometabolici positivi – spiega il dottor Ahmed El-Sohemy, che ha coordinato la ricerca – ma questo era del tutto indipendente dai gruppi sanguigni. In pratica, la ricerca ha evidenziato che il modo in cui ciascun individuo risponde a un’alimentazione vegetariana o povera di carboidrati ha a che vedere solo con la sua capacità di adattarsi a quello specifico regime dietetico“.

Ad ogni gruppo la sua dieta? C’è da dire che il lavoro di D’Adamo è da sempre messo in dubbio. La sua dieta è raccolta nel suo libro, scritto in collaborazione con Catherine Whitney, “Eat Right 4 Your Type, tradotto in più di quaranta lingue e con oltre sette milioni di copie vendute nel mondo. In Italia è uscito con il titolo “L’alimentazione su misura”. Come si suol dire, mai dire mai, e chissà che in futuro la ricerca non riporti in auge tale dieta, magari con nuovi studi che possano portare alla luce nuovi e scientificamente validi aspetti.

[foto: esseresani.pianetadonna.it]

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