Post-attentati, ecco come si potrà viaggiare in futuro

Le procedure di controllo si allungano ed i controlli si intensificano per la maggiore sicurezza. Ecco come si viaggia dopo gli attentati.

Quali novità per chi viaggia, dopo gli attacchi terroristici in Francia?
In Italia il livello di sicurezza come sappiamo è stato innalzato a 2, ovvero quello che precede l’entrata in azione in caso di pericolo o emergenza. Per il Ministero della Difesa le disposizioni sono chiare ed inequivocabili, ma per chi si sposta per lavoro o vuole viaggiare, quali saranno le novità da tener presente? 

Innanzitutto maggiori controlli, ovvero lunghe code ai metal detector: di certo si allungheranno i tempi di attesa negli aeroporti (e dunque, occorrerà andare con molto più anticipo) per le code che si potrebbero formare prima del metal detector e delle strumentazioni che si predisporranno per il controllo dei passeggeri e dei loro bagagli, con un occhio ancor più vigile che in passato.

In base poi alle novità sui sistemi di controllo e le indicazioni dell’intelligence, il Parlamento Europeo ha già messo sul tavolo l’ipotesi di un biglietto nominativo, il PNR, ovvero identificabile tramite passenger name record – e non più solo come titolare di un codice alfanumerico generico – che riporti i dati del passeggero perché sia più tracciabile. Nuova anche l’idea di un registro unico dei passeggeri condiviso da tutta l’Unione Europea.

Si metteranno così in comunicazione le banche dati perché la verifica del passaporto e dei documenti di viaggio di tutti sia davvero un primo ed efficace mezzo di prevenzione a nuovi attacchi terroristici. In tal modo durante i controlli, di ogni passeggero che viaggia in treno o aereo, si saprà molto di più, un profilo che emergerà dall’incrocio dei dati in possesso delle Forze di Polizia di vari Paesi e tracciato, anche nei suoi spostamenti passati.

Un’attenta verifica dei documenti personali implicherà anch’essa tempi più lunghi in alcuni casi, ma anche una rete di informazioni più ampia da consultare e che dovrà comunicare con più reparti, proprio per evitare che alcune identità sospette possano circolare senza problemi, come è successo di recente fra Belgio e Francia negli ultimi tempi.

 

[foto: Corriere.it]