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Sindrome di Wanderlust, quando la voglia di partire non smette mai di assillarci

Sempre pronti a partire: ecco i sintomi di una sindrome che nasce da un gene.

Appena rientrati dalle ferie estive, sembra ne soffrano un po’ tutti coloro che alla banale quotidianità preferiscono l’emozione di un viaggio. Ma in verità la Sindrome di Wanderlust è cosa ben diversa.

Quanti sentono il bisogno irrefrenabile di rifare la valigia, pronti a partire alla volta di nuovi posti e nuove culture, esprimono in fondo un bisogno che ha delle spiegazioni scientifiche, al di là di quella che sembra quindi pura passione personale.

Declinato in uno specifico comportamento che porta gli interessati alla spasmodica ricerca di una nuova meta da raggiungere e all’organizzazione dettagliata del viaggio per conoscerla, si spiegherebbe tutto grazie appunto al gene di Wanderlust. E’ questione di DNA insomma: c’è chi ce l’ha e chi no.

viaggi sindrome wanderlust

Questo almeno è quanto hanno rilevato degli studi specifici pubblicati di recente nella rivista Evolution and Human Behaviour e secondo cui il gene del viaggio sarebbe il diretto responsabile di simili comportamenti e passioni, capace di mettere in moto una continua ricerca di interessi, mete, conoscenze da cercare lontano. Motivo per cui quelli che ne sono provvisti hanno anche una maggiore propensione ad esplorare, ad affrontare rischi, a non rinunciare a nuove esperienze, di qualunque tipo.

Ne soffre almeno il 20% della popolazione mondiale. L’arte del viaggio (con le sue sfaccettature e complicazioni logistiche o burocratiche) insomma, sarebbe linfa vitale per buona parte di noi, seppur si manifesti in gradi diversi. Curarsi sembra impossibile, assecondare tale sindrome appare la soluzione migliore finché resta innocua. Così il viaggio, oltre ad essere un’opportunità come tante altre, diventa persino cura… seppur temporanea.

[foto: Mitindo.it]