Tassa di soggiorno: cos’è e quanto costa

Un'imposta dovuta che grava su chi alloggia nelle più belle città: ecco cos'è la tassa di soggiorno, a cosa serve e quanto pesa sui turisti che visitano l'Italia

Viaggiando, sarà successo a molti di vedersi addebitata la tassa di soggiorno sul conto dell’hotel o del campeggio in cui si è trascorsa qualche notte. Ma cos’è veramente la tassa di soggiorno?

in molte città italiane ed anche straniere sono previste delle particolari spese i cui oneri di sostentamento, in alcuni casi ovvero in alcuni centri storici di particolare bellezza, sono dovuti direttamente dai turisti che ne usufruiscono. Parliamo di tasse che vanno da pochi centesimi di euro a 2 o addirittura fino a 7 euro (come nel caso di Roma, se si prenota in un hotel cinque stelle) sempre da conteggiare a notte e a persona e che possono variare anche a seconda della categoria della stessa struttura.

E’ una quota che la struttura ricettiva calcola e raccoglie dai suoi ospiti per versarla poi al Comune o al Governo per finanziare il turismo e i beni culturali. E’ così nel mondo anche per città famose come San Francisco, Amsterdam o altre ancora e si può pagare sia in contanti che attraverso i circuiti delle carte di credito più diffusi al mondo.

Non fa parte del costo della propria camera d’albergo ma sostanzialmente fa parte del proprio soggiorno in città di particolare richiamo e pregio storico. Fino ai 10 o i 14 anni (a seconda di come disposto dalle singole amministrazioni) si può essere esenti dalla tassa di soggiorno, cosi come in caso in cui si sia residenti nello stesso comune. Sono esonerati dal pagarla anche i disabili o il personale delle forze armate.

E se Parigi costa al massimo 1,5 euro a notte a persona, la tassa di soggiorno nelle città italiane è fra le più alte d’Europa.

[Foto: Ravennaedintorni.it]