Viaggi nel Regno Unito: cosa cambia con Brexit

Dopo il referendum, ecco vantaggi e svantaggi per viaggiatori europei diretti in UK (o per i nuovi extracomunitari in partenza per l'Europa)

Alle soglie delle partenze estive, a pochi giorni dal referendum sull’uscita del Regno Unito di Gran Bretagna ed Irlanda del Nord dall’UE, la domanda per turisti e viaggiatori è: cosa succederà ora ? Documenti, formalità, tasse… come cambieranno?

A breve il risultato delle consultazioni non comporterà grandi cambiamenti, visto che per i prossimi due anni non saranno mutate le condizioni per l’accesso in Inghilterra, Scozia, Galles ed Irlanda del Nord, mentre forse avranno qualche novità da considerare, i nuovi extra-comunitari del momento.

Londra, una delle città più care al mondo, con la svalutazione della sterlina potrebbe diventare per noi più conveniente di prima (quasi da subito), così come visitare altre zone UK proposte finora a prezzi proibitivi. Lo scenario che si potrebbe avere, scegliendo una delle destinazioni del Regno Unito per i prossimi viaggi? Eccolo qui:

DOCUMENTI
Per il momento basta la semplice carta d’identità. Dopo il 23 giugno scorso, giorno che segna solo la volontà del Regno Unito di uscire dall’UE, non sono stati ancora avviati formalmente i primi passi dell’iter politico previsto nel trattato di Lisbona – che non assicura comunque tempi prevedibili. Pertanto, ad oggi, nulla cambia sul piano dei documenti per l’accesso alle frontiere UK.

STUDI
Studiare inglese a Londra potrebbe diventare una consuetudine forse più di prima, grazie al maggior potere d’acquisto dell’euro, sin da ora (il cambio attuale per 1 sterlina si aggira attorno a 1 euro e 20 centesimi), risultando leggermente più conveniente di quanto fosse prima del 23 giugno.

TASSE
Le compagnie aeree che hanno la loro sede nel Regno Unito subiranno il peso delle tasse dei Paesi extra-Ue che operano nella Comunità europea, dunque saranno penalizzati i biglietti sul mercato UK dove il carburante (che si paga in dollari) risulterà più caro per le compagnie inglesi, anche e soprattutto quelle low cost. Per non parlare degli investimenti delle grandi del cielo su altre basi UK, probabilmente in netta controtendenza rispetto alle scelte su altre destinazioni in Europa, per via del rialzo delle imposte su suolo anglosassone.

FORMALITÀ
Per attutire gli effetti – seconda IATA – entro i confini del Regno Unito sarà prioritario ri-allineare o mantenere gli standard rispetto alle normative al momento in vigore per volare in Europa, oltre a dover rispondere al contraccolpo del probabile calo della domanda (da parte dei cittadini UK soprattutto, che si stima entro 2020 fino al 5%) dovuto ad un rialzo dei costi sul mercato interno ed in generale alla svalutazione della sterlina, con un aumento dei prezzi interni fino al 4%* .

[*fonte: Niesr – foto: Paesionline.it]