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23 May

Allarme smog: l’Unione Europea lancia l’ultimatum all’Italia

La Redazione - 8 febbraio 2018
La Redazione
8 febbraio 2018
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Smog Ambiente Emissioni

I prossimi saranno giorni decisivi per il nostro Paese: venerdì 9 ottobre, infatti, scadranno i termini previsti da Karmenu Vella, attuale Commissario all’Ambiente della Comunità Europea, in cui invitava l’Italia a presentare una proposta antismog seria e concreta. E se le misure non saranno ritenute valide, potrebbero scattare le sanzioni.

Un vero e proprio ultimatum che da Bruxelles si è rapidamente esteso sino all’Italia. Dopo l’incontro avvenuto tra Vella e gli esponenti di tutti i Paesi europei sull’emergenza smog, il Commissario ha fatto sapere in una nota che le infrazioni saranno particolarmente pesanti per chi non si adeguerà ad alzare i propri standard in difesa dell’ambiente.

Già, perché nel mirino non c’è soltanto l’Italia, ma anche altre nazioni della comunità Europea, tra cui Romania, Repubblica Ceca, Francia e Spagna. A sorpresa, anche la Germania figura nella “black list” nonostante le passate rassicurazioni della Merkel su un maggiore impegno nella lotta allo smog.

L’Italia è sotto osservazione anti-inquinamento 

L’Italia è sotto osservazione per la quantità di emissioni di biossido di azoto presente nella nostra aria, ritenute troppo alte dagli esperti di Bruxelles. E già lo scorso 30 gennaio Vella aveva convocato i rappresentati dei Paesi coinvolti chiedendo loro di sforzarsi e trovare delle soluzioni per risolvere un problema che minaccia la nostra salute.

Il nostro Ministro all’Ambiente, Gian Luca Galletti, aveva partecipato al summit dando piena disponibilità a Bruxelles: l’Italia non avrebbe mancato ai suoi impegni. Intanto, gli ultimi dati in merito non sono incoraggianti e, per quanto riguarda le vittime, secondo un rapporto della commissione europea, la stima è di quattrocentomila morti all’anno a causa di malattie cardiovascolari e respiratorie dovute all’inquinamento atmosferico.

Nel rapporto emerge anche un altro dato davvero preoccupante: delle 130 città europee con il più alto tasso di smog ci sono Milano e Torino, e, i sindaci dei rispettivi comuni, sono chiamati a intervenire. Nel 2019 la regione Lombardia s’impegnerà a eliminare le caldaie a gasolio per sostituirle con nuovi impianti di riscaldamento che emetteranno gas metano. Un piccolo passo avanti verso una migliore gestione delle nostre energie.

Infine, la risposta che il Commissario Vella si attende dall’Italia è che le soglie massime di sforamento che riguardano il biossido di azoto, insieme al particolato atmosferico (ossia l’insieme di sostanze come metalli, fibre e altri materiali inquinanti), torni nella norma. Venerdì 9 febbraio il nostro Paese dovrà dunque presentare un piano concreto antismog per evitare non solo le sanzioni previste, ma anche di essere deferita alla Corte di Giustizia europea.

[Foto:  www.reportmagazine.it]

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