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27 May

Consolidamento debiti: cosa occorre sapere

La Redazione - 15 maggio 2018
La Redazione
15 maggio 2018
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Consolidamento debiti

Il consolidamento debiti può rappresentare una buona soluzione per chi stia pagando molti prestiti e intenda alleggerire la sua posizione.

Consolidamento debiti: cosa è?

Il consolidamento debiti è una delle possibilità che si presentano per chi abbia una situazione resa precaria dalla necessità di ovviare a più prestiti. A introdurla nel nostro ordinamento è stato un decreto legge, il 212, varato nel 2011. In pratica, grazie ad esso è possibile accorpare tutti i prestiti a carico in una sola soluzione.

Il vantaggio prospettato da questa soluzione è non solo in termini di razionalizzazione, ma anche di convenienza. Riunificando il tutto in una sola rata mensile, è infatti possibile pagare meno di quanto si dovrebbe nel caso in cui si decidesse di lasciare la situazione immutata.

Quando è possibile?

Va premesso che il consolidamento debiti è possibile sia nel caso in cui ad essere interessati siano più organismi finanziari. Sia in quello che vede interessata una sola banca o finanziaria. Nel primo caso ad interessarsi della procedura tesa alla riunificazione dei vari debiti potrebbe essere lo stesso ente creditizio che si assume l’onere di concedere il nuovo regime.

Da notare che in tal modo viene ad essere allungato il periodo concordato per il rientro del debito, con rate però più leggere e quindi più sostenibili per il debitore.

Tra le garanzie richieste per accordare una soluzione di questo genere, vanno ricordate l’età (tra i 18 e i 75) anni e la presenza di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o di un trattamento pensionistico in grado di consentire il pagamento delle rate concordate. E’ anche necessario che il richiedente non rientri in uno dei tanti elenchi di cattivi pagatori, a partire da quello del CRIF.

Altre richieste

In alcuni casi per ottenere il consolidamento debiti viene anche richiesta la presenza di un garante. Dovrebbe subentrare in caso di mancato rispetto dei termini contrattuali, in assenza del quale si può ricorrere alle cambiali. In tal modo, ove il sottoscrittore del consolidamento debiti non si attenga ai suoi obblighi, la banca o la finanziaria può ovviare pignorando il bene che è stato posto a garanzia del pagamento.

Naturalmente prima di aderire ad una ipotesi di questo genere si dovrebbe dare vita ad una ricognizione tesa a capirne vantaggi e svantaggi. Tra i primi occorre sicuramente considerare il fatto che la rata da versare all’ente interessato sia più leggera, e quindi sostenibile, rispetto a quelle cui si dovrebbe far fronte nel caso contrario.

Sull’altro piatto della bilancia, però, occorre considerare che l’allungamento del piano di rientro comporta un aumento della cifra complessiva che si sarà pagata alla fine del piano di ammortamento. In pratica con il consolidamento debiti si pagherà più di quanto concordato inizialmente, ma avendo il vantaggio di poter alleggerire il carico mensile precedente.

[Foto: magazine.iblbanca.it]

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