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Deforestazione in Amazzonia, a rischio anche la riserva della Renca

La Redazione - 26 agosto 2017
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26 agosto 2017
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Deforestazione in Amazzonia, a rischio anche la riserva della Renca

L’Amazzonia è il polmone verde del mondo con la sua foresta pluviale che si espande su un territorio di circa sette milioni di chilometri. Un’enorme, stupenda, macchia verde che però rischia di scomparire per sempre. Gli interessi economici e lo sfruttamento delle risorse minerarie hanno dato modo, purtroppo, alle grandi multinazionali di ottenere i permessi per scavare nelle zone che, una volta, erano riserve protette.

Zone come quelle della Renca, un territorio vasto quanto la Lombardia e il Piemonte messi insieme, un’area verde ricca di materie prime, tra cui oro e ferro, ma anche nichel e altri minerali. Una zona di quarantamila chilometri quadrati nascosta dalle mappe, di difficile locazione per i satelliti e che, per trentatré anni, è rimasta una riserva protetta.

Dal Brasile, però, arrivano notizie diverse e la regione della Renca si “apre” agli azionisti che manovrano le società minerarie. Il rischio ora è che questo incontaminato territorio, con le sue riserve biologiche, i parchi naturali e le tribù indigene possa subire un rapido degrado del suo delicato ecosistema.

E la foresta amazzonica (la sua storia non troppo recente, purtroppo, lo dimostra) negli anni ha subito un lento processo di deforestazione. Milioni, infatti, sono gli alberi sradicati per lasciar spazio ai macchinari e alla costruzione di strade e cantieri per gli operai, con la perdita di vaste zone di verde e l’uccisione di animali rari. Per non parlare degli indios, i nativi di quei luoghi che hanno diritto a vivere nel loro ambiente e secondo le loro tradizioni.

Ma il Presidente Michel Temer rassicura che, quanto avverrà nella Renca, sarà nel pieno rispetto delle regole. Gli ambientalisti non hanno nulla da temere, così come gli indios: ma bisogna davvero credergli? Il Brasile ormai, è sommerso dai debiti, con un Parlamento da più parti accusato di corruzione, e con l’apertura verso i mercati finanziari esteri, il rischio è che il governo intenda favorire soltanto gli imprenditori.

Parole di critica giungono anche da Randolfe Rodrigues, un senatore eletto nella regione di Amapà, proprio in merito all’apertura della Renca alle società minerarie. Rodrigues parla di un vero e proprio “attentato alla storia dell’Amazzonia”. Un’azione, insomma, che in cinquant’anni nessun uomo politico si era permesso di attuare.

Intanto Michel Temer ha messo sul mercato anche le azioni di Eletrobas, una società che corrisponde alla nostra Enel. Un chiaro segnale della forte privatizzazione che sta interessando il Brasile. Quindi anche l’eventuale deforestazione della Renca diventa un problema di poco conto per una classe politica che guarda solo al guadagno e non al rispetto delle proprie risorse naturali.

[Foto: Bourse]

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