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23 May

Contratto a tempo indeterminato, che cosa cambia nel 2018

La Redazione - 15 dicembre 2017
La Redazione
15 dicembre 2017
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Contratto a tempo indeterminato, che cosa cambia nel 2018

Il contratto a tempo indeterminato permette un’assunzione che comprende una fascia di tempo ben definita. Grazie alla nuova norma in materia diminuisce la durata massima e le volte in cui il contratto potrà essere prorogato. La flessibilità che aveva stabilito il Jobs Act viene superata dalla legge di Bilancio del 2018. Attualmente la durata massima è di circa 36 mesi, che diventerà 24. I contratti potranno essere prorogati fino ad un massimo di 3 volte, invece di 5. La nuova normativa è soltanto un disegno poiché sta trovando già ampi ostacoli tra coloro che sostengono che tali cambiamenti serviranno soltanto ad aumentare il precariato.

Durata del contratto e periodo cuscinetto tra due contratti a termine

Si tratta di emendamenti che sono solo a favore del datore di lavoro e a discapito dei dipendenti. Oggi il tempo di durata di un contratto a tempo determinato è di 36 mesi, che può proseguire per 30 giorni dalla scadenza o per 50 a seconda ci si trovi rispettivamente davanti ad una durata inferiore o maggiore i sei mesi. Aumenta in quei giorni anche la retribuzione, pari al 20% in più se si tratta di 10 giorni e di 40% per i successivi. Se il lavoro oltrepassa questi giorni si ritiene che si tramiti da contratto a tempo determinato a quello a tempo indeterminato. In alcuni casi si può procedere a stipulare un nuovo rapporto a tempo determinato e il contratto deve essere stipulato presso l’Ispettorato territoriale del lavoro competente, con l’assistenza di un appartenente alle associazioni sindacali.

Tra un rapporto di lavoro e l’altro è necessario che vi sia un periodo cuscinetto che va dai 10 ai 20 giorni a seconda della durata del contratto, se inferiore o superiore ai 6 mesi. Tramite il Decreto del fare, della riforma Fornero, sono stati ridotti in questi termini più brevi, che prima erano di 60 e 90 giorni. Nel caso in cui il periodo cuscinetto no venga rispettato il rapporto di lavoro si tramuta a tempo indeterminato.

Contratto di somministrazione a termine

Per quanto riguarda la somministrazione è un tipo di contratto a termine soggetto a meno vincoli. In effetti non è previsto il periodo cuscinetto. Tuttavia, nel caso si superino i 42 mesi, anche in maniera non consecutiva, si ha diritto ad un assunzione a tempo indeterminato.

Ad ogni modo la nuova riforma prevista per il 2018 dovrà essere tramutata in legge affinché risulti vincolante. Già molte associazioni sindacali hanno promosso giornate di sciopero e manifestazioni per impedire che diventi legge, aumentando così il precariato, più di quanto non abbia fatto il Jobs Act. Grande disappunto anche da parte dei lavoratori che così avrebbero meno garanzie, e soprattutto potrebbero ritrovarsi senza lavoro già dopo poco tempo dall’assunzione.

[Foto: www.secondowelfare.it]

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