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25 Jun

Lavoro: le pensioni costano all’Italia 88 miliardi di euro

Emanuele Calderone - 27 novembre 2017
Emanuele Calderone
27 novembre 2017
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Le pensioni costano all'Italia 88 miliardi di euro

In Italia, spesso, ci si lamenta perché si va in pensione tardi: i lavoratori a partire dal 2019 dovranno tenere il loro posto fin quando non compiono 67 anni, e viste le condizioni in cui siamo, molti credono che le richieste del governo siano esagerate.

Negli ultimi tempi le forze di governo, tanto quanto quelle sindacali, avevano rassicurato ampiamente sullo stato del nostro sistema provvidenziale, dichiarando che godesse di ottima salute: non solo si era sprecato in lodi il ministro del lavoro Giuliano Poletti, ma anche la segretaria generale della Cgil Susanna Camusso, che aveva detto “Il sistema è in equilibrio, il problema semmai è l’evasione”.

La realtà, però, sembra essere decisamente diversa: a chiarire come stanno realmente le cose è un documento co-stilato proprio dal governo, nel quale si può tranquillamente venire a conoscenza del fatto che, in Italia, lo squilibrio tra i contribuiti versati e le pensioni pubbliche pagate è di addirittura 88 miliardi di euro. La cifra ci regala un ben poco onorevole primato: tale squilibrio è, infatti, il più alto di tutta l’Unione Europea. Ma come facciamo a tenerci ancora in piedi, perdendo così tanti soldi annualmente? Ci pensano, come è logico che sia, le tasse e il debito pubblico.

L’Europa intanto cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno e fa forza su un tema che in Italia, da tanti anni, viene visto come uno dei mali assoluti: l’immigrazione. Se infatti il cittadino medio è portato a vedere l’immigrato come una sorta di mostro da combattere, secondo l’UE, proprio i cittadini stranieri potrebbero aiutarci a risalire la china, “immettendo” forza lavoro sul nostro territorio.

[fonti articolo: corriere.it]

[foto: www.napolitoday.it]

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